29 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 29 Luglio 2021 alle 11:00:10

Cronaca

Ferrante: “Illegittima la revoca della mia nomina a custode”


TARANTO – “Riteniamo illegittimo il provvedimento del gip che revoca la mia nomina di custode. Abbiamo esposto ai giudici le nostre ragioni. I legali dell’Ilva hanno affermato che i custodi nominati dal Riesame dovrebbero permanere ancora”. Parla così il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante (nella foto) all’uscita dall’aula del Tribunale del Riesame. Oggi i giudici sono stati chiamati a decidere – su ricorso dell’azienda – se valgano il dispositivo del Riesame del 7 agosto (confermato nelle motivazioni del 20 agosto) o le ordinanze del gip del 10 e 11 agosto a proposito del ruolo di Ferrante tra i custodi. Quando i cronisti presenti hanno precisato a Ferrante che il gip ha revocato la sua nomina ritenendo che ci sia un conflitto di interessi, il presidente ha risposto che il tribunale del Riesame lo ha nominato custode credendo, invece, che sia necessario proprio il coinvolgimento dei vertici aziendali nella gestione di tale delicato momento esecutivo.

“Non c’é conflitto di interessi – ha aggiunto – c’é tanta confusione. Serve chiarezza e per questo attendiamo la decisione del Riesame, sperando che arrivi al più presto. Intanto l’attività dei custodi, che sono tutti i giorni nello stabilimento, continua ad essere orientata a limitare le emissioni nocive e avviare un piano di risanamento e ammodernamento degli impianti finiti sotto sequestro”. Ferrante ha poi ricordato che l’azienda ha adottato gli accorgimenti prescritti nell’Aia, anche se i nodi da sciogliere sono ancora tanti; tra questi, per esempio, quello della copertura dei parchi minerali. “L’importante é avere in vista tutte le soluzioni ai problemi – ha detto Ferrante. Riteniamo possibile coniugare salute e lavoro a Taranto. E vediamo tutto ciò che sta succedendo in questo momento come un’occasione. Da parte nostra c’é la massima collaborazione e disponibilità, anche per consentire uno sviluppo sereno e rapido della nuova Aia”. I giudici Pietro Genoviva, Filippo Di Todaro ed Elvia Di Roma dovranno pronunciarsi sull’incidente di esecuzione presentato dall’Ilva, con cui si chiede di valutare se il gip Patrizia Todisco aveva competenza funzionale ad emettere le ordinanze nelle quali ha anche specificato le competenze dei custodi giudiziari e precisato che il sequestro non prevede la facoltà d’uso. La nomina di Ferrante come custode era stata revocata dal gip Patrizia Todisco la quale, ritenendo che ci fosse un palese conflitto di interessi, aveva nominato custode amministrativo il presidente dell’ordine dei commercialisti di Taranto Mario Tagarelli. Contro quell’ordinanza, i legali di Ilva hanno presentato tre ricorsi: il primo, l’incidente d’esecuzione, si é discusso questa mattina. Chiamata ad occuparsene era stata Paola Morelli. Quest’ultima ha chiesto di essere sostituita dichiarandosi incompatibile dal momento che suo padre, Antonio Morelli, che è anche presidente del tribunale di Taranto, si è occupato della vicenda, facendo parte del collegio di Riesame chiamato a pronunciarsi sulle due ordinanze del gip del 25 luglio scorso, riguardanti il sequestro dell’area a caldo di Ilva e l’arresto di otto indagati. Il 18 settembre, altro collegio di magistrati, è invece chiamato ad entrare nel merito delle due ordinanze, impugnate dai legali del colosso siderurgico. L’attività dei custodi, come noto, è tesa alla eliminazione delle situazioni di pericolo nell’area a caldo dello stabilimento siderurgico, finita sotto sequestro il 26 luglio. L’obiettivo da perseguire è il raggiungimento, il più celermente possibile, del risanamento ambientale e l’interruzione delle attività inquinanti.

Serena Scarinci

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