19 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 19 Ottobre 2021 alle 13:52:00

Cronaca

Esternalizzazioni Ilva: mille posti in ballo

Brigati (Fiom): «Ci opporremo a una soluzione di questo tipo»


La prima notizia è che da
alcune settimane una commissione
di esperti di AmInvestco è nello stabilimento
di Taranto.

I tecnici della
società che si è aggiudicata il trasferimento
dell’Ilva stanno perlustrando
passo passo ogni angolo del centro
siderurgico per verificare lo stato degli
impianti, il loro funzionamento, il tipo
di organizzazione del personale. Una
“fotografia” che probabilmente sarà
utile per valutare le scelte operative di
quello che sarà il nuovo management
alla guida della più grande acciaieria
d’Europa.
Anche da questa verifica sul campo
potrebbe dipendere la dimensione
della paventata esternalizzazione di
numerosi servizi finora svolti sempre
da personale diretto Ilva.

Come riportato nell’edizione del nostro
giornale di giovedì 21 settembre,
infatti, da Genova è trapelata l’indiscrezione
secondo la quale AmInvestCo
sarebbe orientata a esternalizzare
un gran numero di attività come
infermeria, vigilanza, manutenzione
dei carri ferroviari, spedizioni interne,
trasporto ferroviario, controllo di
processo e di qualità.

Attività che a
Cornigliano occupano attualmente circa
700 dipendenti su un totale di quasi
1500, mentre a Taranto i lavoratori
dipendenti impegnati in queste stesse
attività sono oltre un migliaio. Dipendenti
che, in caso di esternalizzazione,
vedrebbero aprirsi pesanti incertezze
sulla loro posizione lavorativa.
Un aspetto del piano industriale,
questo, finora non emerso in modo ufficiale perché non è stata ancora
aperta la procedura ex art. 47 prevista
per il trasferimento d’azienda.
La procedura, cioè, che consente di
“aprire” le carte dei nuovi acquirenti e
capire cosa c’è davvero nel loro piano
industriale.
«Sia chiaro – dice Francesco Brigati
(Fiom) – che non accetteremo esternalizzazioni.

La logistica interna è da
sempre parte del processo produttivo
e non vediamo perché debba essere
smembrata da esso. Aspettiamo comunque
il 9 ottobre per capire cosa c’è
di vero. In ogni caso, teniamo presente
che le organizzazioni sindacali hanno
potere contrattuale da esercitare in
questa vicenda, perché il closing (la
chiusura del procedimento per il trasferimento
d’azienda, ndr) è vincolato alla
definizione della trattativa sindacale».
Il 9 ottobre, quindi, potrebbe essere
la data buona per scoprire le carte
di AmInvestCo. Dopo il rinvio del 15
settembre, c’è però il rischio che anche
la data del 9 ottobre finisca per
evaporare, almeno nella sostanza,
se appunto non sarà prima aperta la
procedura ex articolo 47.

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