Cronaca

Commerciante strozzata dagli usurai: scatta un arresto


TARANTO – Da sei mesi versava un canone fisso di 600 euro tre volte al mese per restituire una somma prestatagli poiché era sul lastrico. Così, disperata, ha deciso di sfogarsi con l’amico carabiniere e finalmente si è liberata da quello strozzino che la tormentava. E’ terminata nel pomeriggio di ieri l’odissea di una commerciante tarantina che all’inizio di quest’anno, attanagliata dai debiti a causa della crisi, aveva deciso di rivolgersi a un usuraio del capoluogo ionico per farsi dare in prestito una somma di denaro, 15.000 euro, e far fronte così alle spese della propria attività commerciale. In realtà, come sempre accade quella che appariva la salvezza si è subito rivelata la condanna: inizialmente affabile e gentile, il suo strozzino le ha assicurato collaborazione e ausilio.

Le aveva persino detto che avrebbe supportato ogni problematica che la donna si fosse trovata innanzi. Quasi una sorta di socio-consulente occulto. La donna ha accettato il prestito e ha iniziato a pagare la somma pattuita tre volte al mese. Naturalmente non poteva mancare la garanzia: alcune pellicce e alcuni gioielli da restituire a debito adempiuto. Il problema era adempiere: i canoni fissi (seicento euro ogni dieci giorni) infatti erano soltanto gli interessi che l’imprenditrice avrebbe dovuto pagare sinché non avesse restituito l’intero capitale che comunque rimaneva invariato. Inevitabile la crisi. Giunto il giorno in cui ha dichiarato di non riuscire a restituire più la somma ricevuta in prestito, nonostante avesse già versato una somma di interessi pari a quella capitale in soli sei mesi, il suo “benefattore” si è trasformato in perseguitore. Prima minacce dirette all’interessata, poi minacce di morte contro l’anziana madre che vive sola. A quel punto la disperazione ha portato la vittima dell’usura a confidarsi con un carabiniere. Raccolta la denuncia dalla Stazione Carabinieri Taranto Principale, gli stessi militari diretti dal maresciallo D’Oria hanno organizzato il tutto e dopo aver riscontrato con mezzi tecnici parte del racconto della donna, hanno organizzato un appostamento ieri pomeriggio nella centralissima via Di Palma. Tutti gli uomini in borghese hanno atteso che all’ennesimo appuntamento per la riscossione di denaro si incontrassero la donna e il suo aguzzino. C’è voluta pazienza perché l’appuntamento è tardato di qualche ora, ma la tenacia degli investigatori è stata premiata. Presentatosi l’usuraio e presa in consegna la somma pattuita (già fotocopiata banconota per banconota) è scattato il blitz e conseguentemente le manette. L’arrestato, Angelo Gualano, 41enne tarantino, è stato tradotto in carcere a disposizione del dott. Enrico Bruschi, pm di turno.

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