Cronaca

Turismo, è tempo di cambiare

Confcommercio: Crescita oltre il 10% ma ora bisogna puntare sulla riqualificazione


«Qualcosa sta cambiando.
E’ evidente che, nonostante
tutti i ‘se’ e i ‘ma’,
l’immagine di Taranto e della
sua provincia non è più strettamente
collegata all’acciaio,
grazie anche al fare negli ultimi
anni di alcuni soggetti pubblici
(il Museo Martà, la Marina con
il Castello Aragonese, l’Autorità
portuale con le crociere), e privati
(le imprese del turismo e
della cultura, le organizzazioni
di categoria, le associazioni)
che negli ultimi anni hanno
lavorato sodo per far emergere
il volto dell’altra Taranto, quello
della bellezza e della cultura».

I numeri degli arrivi dei primi
sette mesi del 2017, annunciati
dall’assessore regionale al Turismo,
Loredana Capone, parlano
di una crescita che, seppur
modesta, è un segnale che va
colto positivamente (+ 4 % dei
pernottamenti). Ne sono convinti
i presidenti delle categorie
del turismo di Confcommercio
che in queste settimane sono
più volte tornati ad incontrarsi
per confrontarsi sull’andamento
della stagione turistica estiva
(nei giorni prossimi saranno resi
noti i dati, in fase di raccolta attraverso
un questionario somministrato
alle imprese associate)
e per programmare le attività del
2017/18.

«Come già anticipato
nei giorni scorsi – spiegano gli
operatori di Confcommercio
– possiamo affermare che in
generale in luglio ed agosto si è
registrata una crescita di oltre il
10% rispetto all’anno precedente,
per alcune imprese il miglioramento
è stato addirittura del
20%; hanno lavorato meglio le
imprese che hanno puntato sulla
qualità. Il tema della qualità
è prioritario, e in ragione di
ciò ci prepariamo a mettere in
campo know how e risorse per
supportare le imprese associate
(Reti di imprese e Formazione)
nel percorso di riqualificazione».

«Sarà fondamentale – commenta
il presidente provinciale
di Confcommercio, Leonardo
Giangrande – che le imprese
si ritrovino accanto le pubbliche
amministrazioni perché
il giudizio degli ospiti delle
strutture alberghiere ed extraalberghiere
e delle strutture
balneari, suona più o meno
come un refrain: ‘Bella Taranto,
ma è trascurata’; ‘Splendido il
mare, ma la litoranea è sporca’.
Lo sanno bene le guide turistiche
di Confguide che in questi
mesi, con il progetto 99 Borghi,
hanno portato in giro per i comuni
della provincia, migliaia di
turisti e che si sentono ripetere
quanto sono belli i centri storici
e i borghi antichi dei nostri
comuni, ma quanto poco sono
valorizzati e curati (scritte sui
muri, insegne a neon, anticorodal
ovunque, cassonetti a vista,
illuminazione pubblica inadeguata).

Lo sanno bene i bar e i
ristoranti che combattono con
i regolamenti dei dehors, o i
negozi che lottano contro il degrado
delle aree urbane e degli
immobili abbandonati, o contro
gli abusivi che invadono strade
e piazze. Un esempio su tutti
– evidenzia Giangrande – il centralissimo
Palazzo degli Uffici di
Taranto, 13 anni di impalcature
e forse tanti altri ancora prima
che si decida che farne. Una
quinta teatrale potrebbe alleggerire
il grigiume malinconico
dei teli di copertura. Insomma il
da fare c’è ed è per tutti, i “like”
dei social, o il risultato di una
stagione che, non dimentichiamolo,
ci vede risalire ma ci lascia
comunque sempre in fondo alla
classifica regionale, sono solo
un segnale di incoraggiamento
che deve incentivarci a lavorare
per programmare seriamente il
cambiamento».

«Un cambiamento che richiede
la consapevolezza del ruolo
giocato da ogni attore. Una
destinazione turistica è fatta dal
territorio, dagli attrattori, dalla
accoglienza, dai servizi, dagli
alberghi, i B&B, i ristoranti e
tutto il resto».

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