Cronaca

Ilva, intercettazioni. Ora Stefàno blocca le nomine della Giunta


TARANTO – “Dovendo fare delle nomine, il mio intento è quello di aspettare che venga fugato ogni dubbio sugli eventuali indagati”. La stoppata di Stefàno arriva come un fulmine a ciel sereno. La “questione morale”, sollevata dall’assessore regionale al Bilancio Michele Pelillo, approda anche a Palazzo di Città. L’esponente del Pd, qualche giorno fa, nel corso di una conferenza stampa, ha parlato di “classe dirigente tarantina troppo accondiscendente nei confronti dell’Ilva e della grande industria”. Sull’argomento abbiamo intervistato il sindaco di Taranto Ippazio Stefàno che a sorpresa blocca le nomine dalla Giunta.

Sindaco, come giudica il richiamo di Pelillo sulla “questione morale”? “Credo che non ci dovrebbe essere bisogno di richiamare l’attenzione sulla questione morale. Anche quando c’è un sospetto ci si deve subito fare da parte. Ovviamente, i sospetti devono arrivare dagli organi deputati a “sospettare””. Quindi secondo lei, un esponente di spicco delle Istituzioni, colpito da avviso di garanzia, dovrebbe dimettersi? “Certamente. Ci si deve far da parte immediatamente. Se un cittadino non ha alcun tipo di incarico, bene. Ma per un uomo delle Istituzioni è diverso. Un eventuale avviso di garanzia testimonierebbe che ci sono fatti e quindi prove”. Mi sembra di capire che lei è d’accordo con Pelillo anche quando chiede di conoscere “i nomi dei tredici intercettati”. “Ovviamente. Proprio per questo motivo ho deciso di aspettare a fare delle nomine. Il mio intento è quello di attendere che venga fugato ogni dubbio sugli eventuali indagati”. Ci sta dicendo che bloccherà le nomine dalla Giunta? “Sì. Non posso nominare componenti della Giunta se prima non è chiara l’intera vicenda”. Si è sentito chiamato in causa da Pelillo? L’assessore, sul caso Ilva, ha tirato in ballo “la classe dirigente tarantina”. “Assolutamente no. Sono i fatti che parlano. Sono l’unico sindaco ad aver fatto pagare l’Ici all’Ilva. Ho fatto due ordinanze ed un esposto alla Magistratura. Sono a posto con la coscienza. Il Consiglio comunale mi ha chiesto di relazionare in aula dei provvedimenti adottati dall’Amministrazione in relazione all’ambiente. Ora tutti sapranno quanto siamo stati bravi, visto che non siamo mai scesi in strada con il megafono ad urlare gli interventi adottati per arginare l’inquinamento”.

Fabio Mancini

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