15 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 14 Giugno 2021 alle 17:29:48

Cronaca

«Non consentiremo alcun ricatto»

L’aut-aut del sindaco Melucci alla società AmInvestco


«All’indomani della aggiudicazione della procedura Ilva, che già era parsa a molti frettolosa e poco attenta alle aspirazioni dell’intera comunità ionica, torniamo purtroppo ad esprimere ai livelli istituzionali interessati ed alla struttura commissariale disappunto per la disinvoltura con la quale viene gestita la delicatissima tematica degli esuberi e della ricollocazione e riqualificazione degli addetti del siderurgico».

Così il sindaco di Taranto Rinaldo Melucci dopo che AmInvestco, società aggiudicataria dell’azienda siderurgica ha inviato a sindacati, Ministero del Lavoro e Ministero dello Sviluppo economico la lettera per annunciare gli esuberi. E‘ di 7.600 unità l’organico che il gruppo franco-indiano prevede di utilizzare nello stabilimento jonico. A Taranto, quindi, previsti oltre 3.000 eusuberi. In totale, compresi gli altri stabilimenti del gruppo, l’organico previsto tra quadri, impiegati e operai è di 9.885 unità più 45 dirigenti. In particolare, l’organico è così suddiviso: 900 a Genova (attualmente sono 1.499), 700 a Novi Ligure (qui non ci sono esuberi), 160 a Milano, 125 a Racconigi, 45 a Marghera. Su queste basi sarà avviato il confronto con sindacati e governo al Ministero dello Sviluppo Economico previsto per il 9 ottobre.
«In occasione della visita della nuova proprietà a Taranto – ha ricordato il primo cittadino – avevamo segnalato le condizioni di approccio che avrebbero garantito una convergenza di interessi e tutto il supporto del Civico Ente. Purtroppo, ad oggi, nessuna di tali precondizioni si sta realizzando e, a tutela della Città, non resteremo in silenzio o immobili, sia chiaro. Desideriamo anche comprendere in quale direzione stia procedendo l’antitrust europeo, per una richiesta di approfondimenti dall’esito per nulla scontato. Torniamo a rivendicare un maggiore e corretto coinvolgimento, non consentiremo alcun ricatto, Taranto è cambiata – ha concluso Melucci. Il dialogo non si ferma, ma il metodo va radicalmente modificato».

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