23 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 22 Giugno 2021 alle 16:09:36

Cronaca

Sciopero di 24 ore. «Siamo pronti a tutto»

Lunedì mobilitazione dei lavoratori del siderurgico e dell’indotto


«Siamo pronti a tutto». Nel pomeriggio di venerdì, 7 ottobre, dopo la diffusione dei dati relativi agli esuberi di Am Investco, il gruppo franco-indiano aggiudicatario dell’Ilva, le sigle sindacali dei metalmeccanici hanno convocato un consiglio di fabbrica d’urgenza.

«Riteniamo inaccettabile le ricadute in termini occupazionali e ambientali previste dalla nota di apertura e dalla nuova Aia di Am – Investco e dal Governo, per l’acquisizione del gruppo Ilva – hanno spiegato Fim, Fiom, Uilm e Usb manifestando «totale contrarietà alle pesanti condizioni poste da Am-Investco nel processo di cessione degli assetti di Ilva che di fatto vede vanificare le garanzie fatte ai precedenti tavoli in termini di salario e occupazione sia per i lavoratori diretti che per l’indotto».
E‘ di 7.600 unità l’organico che il gruppo franco-indiano prevede di utilizzare nello stabilimento jonico. A Taranto, quindi, previsti oltre 3.000 eusuberi. In totale, compresi gli altri stabilimenti del gruppo, l’organico previsto tra quadri, impiegati e operai è di 9.885 unità più 45 dirigenti.
I sindacati, quindi, nella tarda serata di ieri, hanno deciso di convocare uno sciopero per l’intera giornata di lunedì 9 ottobre. «Il consiglio di fabbrica – si legge in una nota unitaria – respinge con fermezza i contenuti della proposta di AmInvestco sia dal punto di vista normativo/economico che nei numeri degli esuberi. Rispediamo al mittente la proposta di Am Investco e Governo: 3.311 esuberi; azzeramento degli accordi vigenti; licenziamento e assunzioni con il Jobs Act; azzeramento degli istituti contrattuali; discriminazione tra lavoratori; nessuna prospetiva per i lavoratori degli appalti».
«Ci rifiutiamo di considerare che tale impostazione possa rappresentare il punto di partenza della trattativa che vede coinvolti migliaia di lavoratori e le loro famiglie come fossere merce di scambio».
Nel dibattito è stato evidenziato lo stato d’animo dei lavoratori e delle rsu in cui si mescolano «delusione e rabbia soprattutto verso il Governo».
Dunque, lunedì sciopero di 24 ore per i lavoratori Ilva e di appalto/indotto.
I segretari territoriali di Fim, Fiom, Uilm e Usb, rispettivamente Valerio D’Alò, Giuseppe Romano, Antonio Talò e Francesco Rizzo, stamattina, nel corso di una conferenza stampa hanno invitato i lavoratori «ad aderire in massa alle iniziative di mobilitazione e di lotta messe in campo per impedire ad AmInvestco e Governo di sbeffeggiare ulteriormente un territorio già fortemente devastato dal punto di vista ambientale, sanitario e occupazionale.
Nella prima giornata di protesta bisogna dare un forte segnale, aderendo compatti allo sciopero, condizione unica in cui l’assenza dei lavoratori fermi la produzione e per poter programmare le mobilitazioni prossime necessarie». Il segretario generale della Fim Cisl di Taranto, Valerio D’Alò, ha aggiunto: «Siamo pronti a tutto».
A seguito della comunicazione ricevuta da parte di AmInvestCo Italy Srl, anche Filctem Cgil, Flaei Cisl, Uiltec Uil e Ugl Chimici, dichiarano «inaccettabile quanto proposto che nel particolare determina una riduzione sostanziale di organici. Ciò, prima ancora di realizzare un qualsiasi confronto che entri nel merito e dal quale certamente non potrebbe mai risultare alcun esubero in una realtà, in cui, da tempo le organizzazioni sindacali/rsu lamentano esiguità di risorse e carichi di lavoro ormai insopportabili. Inoltre, si evidenzia l’aggravante che da parte della nuova società si comunica già il cambio di contratto collettivo nazionale del lavoro, senza alcuna logica di natura merceologica, atteso che la centrale produce e distribuisce energia elettrica. Il sindacato elettrico in questi anni, grazie alla tipologia contrattuale e al sistema di relazioni industriali di Settore, ha garantito una concreta pace sociale della quale hanno beneficiato lavoratori e azienda. E’ opportuno ricordare, inoltre, che Taranto Energia rappresenta, per il fine produttivo al quale risponde, una realtà strategica per lo stabilimento siderurgico e per gli aspetti ambientali». Le sigle sindacali di categoria, quindi, chiedono «il ritiro di tali proposte irricevibili, ed una trattativa specifica e approfondita nel merito delle questioni. In mancanza di risposte coerenti, purtroppo, si sarà costretti a mettere in atto tutte le azioni di lotta possibili».

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