28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca

I candidati sindaco snobbano i dipendenti comunali

Lettera della Uil Fpl: Per realizzare i vostri programmi serve il nostro lavoro


I candidati sindaco
snobbano i dipendenti comunali.

È questa la denuncia della Uil
Fpl che, in vista delle elezioni
che l’11 giugno rinnoveranno la
carica di primo cittadino ed il
Consiglio comunale, rivolge un
appello ai candidati.
«Sono state ormai definitivamente
ufficializzate le candidature
a sindaco di tutti i
Comuni dove si svolgeranno
le prossime amministrative di
giugno a Taranto e provincia
(Castellaneta – Martina Franca
– Mottola – Palagiano – Sava).
Ma tutti hanno già annunciato
da tempo al popolo elettore di
volere far rinascere la propria
città – scrive Diego Murri,
segretario territoriale della Uil
Fpl. Non possiamo che confidare
sull’autenticità dell’ispirazione
e buona fede di ciascuno,
ma nessuno, nella proposizione
dei propri programmi e percorsi
per realizzarli, rivolge un attenzione
sui dipendenti comunali
delle rispettive città, considerando
che quei programmi sarà
possibile concretizzarli grazie
al lavoro, congiuntamente allo
spirito di lealtà con la nuova
Amm.ne e abnegazione verso
i cittadini, di quei lavoratori,
che sono essi stessi cittadini.

Alcuno nei suoi programmi manifesta
un’idea, – che sia una- ,
di come volere organizzare
la burocrazia per rendere più
efficaci e qualificati i servizi,
di come valorizzare le tante
professionalità esistenti ed
esperienze, di come applicare
la meritocrazia, separandola
dai rapporti clientelari o di
simpatia, e finanche di affiliazione
politico-partitica, di
come intervenire sull’eccesso
dell’uso delle prerogative e
autoreferenzialità della classe
dirigenziale, emanando le
giuste disposizioni di indirizzo
politico-amministrativo, esercitando
“ Il Primato “ della
politica, pur nel rispetto delle
Leggi.

A monte di tutti i programmi ci
sono queste priorità , e per soddisfarle
bisogna oltre che assumere
un Segretario Generale di
riconosciuta qualità, non un “
Qualsiasi “, o di servile utilità,
ma anche nominare un assessore
alle politiche del personale, di comprovata competenza
per la materia, e che sappia
esercitare “ Autorevolezza “ di
genere .
Purtroppo in questi ultimi
anni siamo stati testimoni
del fatto che presso tutte le
amministrazioni la materia
del personale in generale, e la
contrattazione per i dipendenti
in particolare, sono state “
Residuali e Marginali “, assegnate
magari come contentino
a qualche esponente di partito
o movimento più piccolo appartenente
alla coalizione di
maggioranza , ma senza reale
esperienza e conoscenza di
come funziona la P.A., e le leggi
e normative che disciplinano il
pubblico dipendente.

Bisogna
invertire questa tendenza, e
instaurare una nuova cultura,
che riconosca anche nelle “
Corrette relazioni sindacali “
un’occasione per contribuire e
collaborare insieme alla costruzione
della città migliore che il
Sindaco eletto vorrà realizzare,
partendo proprio dal benessere
“ Organizzativo “ dei dipendenti,
(che ribadiamo non sono un
“Corpo estraneo“, ma essi stessi
cittadini-elettori ) fondando
con questi un patto di condivisione
e lealtà, generando nuovi
stimoli motivazionali.
Rimaniamo in attesa che qualche
candidato Sindaco dia
con coraggio un segnale di
consapevolezza su questi temi,
o, bontà sua, faccia sapere e
dichiari ai dipendenti delle
città di riferimento, come
intenderà amministrarli, e di
quale opinione si è già formato
sui pubblici dipendenti
. Altrimenti tutto il resto risulterà
“ Retorica comiziale” e
appartenente a una specie di “
Olimpo mitologico “ dei buoni
propositi».

«Per quanto ci riguarda – conclude
il segretario territoriale
della Uil Fpl – confermiamo la
nostra ispirazione ad offrire
la propria collaborazione leale
con chiunque vinca la sfida
elettorale, per una buona e
trasparente amministrazione,
nel rispetto dei ruoli. Ma
ugualmente dichiariamo che
non saremo indulgenti verso
amministratori pressapochisti,
e senza cultura del “ Lavoro “
di cui alle recenti celebrazioni
del 1° maggio, da tutti ossequiate».

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