23 Aprile 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Aprile 2021 alle 17:54:14

Cronaca

Discariche Ilva: Florido in Procura


TARANTO – “E’ mio intendimento, d’accordo con gli uffici tecnici competenti, recarmi in Procura per consegnare ogni documento o provvedimento utile a chiarire ulteriormente la posizione assunta dalla Provincia”. Parole messe nero su bianco dal presidente Gianni Florido in una lettera alla Gazzetta del Mezzogiorno, dopo lo scoop del collega Mimmo Mazza sulle discariche dell’Ilva ed i ritardi accumulati dall’ente di via Anfiteatro. In quella che sembra quasi un’arringa difensiva, Florido scrive: “non è vero che la Provincia ha accumulato ritardi nelle autorizzazioni riguardanti l’esercizio delle discariche ubicate all’interno dello stabilimento siderurgico Ilva.

I due impianti risultano attualmente autorizzati da ultimo con determine dirigenziali del 2008 nelle more dell’espletamento della procedura di adeguamento delle autorizzazioni per gli impianti esistenti al decreto legislativo 59/2005 (rilascio Aia)”. Ancora, Florido rivendica che “con riferimento alle garanzie finanziarie necessarie per l’esercizio della attività di gestione rifiuti, la Provincia ha seguito regolarmente tutte le procedure previste dalla normativa in vigore”. La replica del collega Mazza è affidata a quanto scrive il gip Todisco nel provvedimento di sequestro dell’area a caldo dell’Ilva. “La società Ilva effettua attività di recupero di rifiuti non pericolosi in forza della determina dirigenziale della Provincia n. 57 del 22 aprile 2005. Successivamente, a seguito dell’entrata in vigore del decreto ministeriale 186/2006, l’Ilva ha presentato – annota il magistrato – domanda di autorizzazione in regime ordinario alla Provincia al fine di poter continuare ad esercitare l’attività per determinate tipologie di rifiuti. Non essendoci stato riscontro, la attività di recupero sono proseguite in forza del regime transitorio”. “Dunque l’Ilva – aggiunge Mazza – ha potuto continuare per anni la sua attività grazie al silenzio della Provincia, fino al rilascio dell’Aia”.

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