06 Agosto 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Agosto 2021 alle 00:03:00

Cronaca

Omicidio Malcore, trenta anni di carcere per Taglio e Colace

Il verdetto della Cassazione. Il Pg aveva chiesto l’ergastolo


Un delitto efferato, in cui
a perdere la vita fu un onesto padre di
famiglia, la cui unica colpa era quella
di fare il proprio dovere.

Diventa ora definitiva la sentenza nel
processo per l’omicidio di Francesco
Malcore, il vigilante assassinato al
rione Tamburi il 19 dicembre del 2011,
durante un tentativo di rapina.
La prima sezione della Corte di Cassazione
ha infatti confermato la sentenza
che era stata emessa dalla Corte
d’Assise d’appello di Taranto.
Trent’anni di reclusione sono stati
inflitti a Francesco Colace (la stessa
pena del primo grado); 29 anni e
3 mesi per il 38enne Cosimo Taglio
(pena ridotta di nove mesi rispetto
al primo grado).

Proprio Taglio aveva
inizialmente confessato l’omicidio, per
poi ritrattare.
Il procuratore generale aveva chiesto
l’ergastolo.
Malcore, padre di due figli, è morto a
soli trentacinque anni. Il killer esplose
un solo colpo alla fronte a bruciapelo
mentre il furgone dell’istituto di vigilanza,
per cui lavorava la vittima,
era fermo davanti alla banca per la
consegna delle banconote prelevate
dai correntisti.

Una tragedia, quella
verificatasi nel pomeriggio di quel
dannato 19 dicembre, che ferì profondamente
l’intera città.
Dopo quel delitto, gli ambienti della
mala furono messi a ferro e fuoco da
parte degli investigatori, prima degli
arresti e del processo che è arrivato
alla sua conclusione con l’avallo definitivo
da parte della suprema corte
che ha, come detto, confermato il
verdetto emesso dai giudici della
corte d’Assise d’Appello, per i quali
l’omicidio non fu premeditato.
Taglio è stato difeso dagli avvocati
Salvatore Maggio, Patrizia Boccuni ed
Alfredo Gaito; Colace da Luigi Danucci
e Franco Coppi.

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