24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 23 Giugno 2021 alle 20:01:57

Cronaca

«Noi, tagliati fuori dai Distretti urbani del commercio»

La denuncia di Cisberto Zaccheo dell'Unsic


«Abbiamo assistito alla ripresentazione
in pompa magna dell’Associazione di Distretto tra due
associazioni di categoria e i sindaci di Ginosa, Laterza,
Manduria, Massafra e Sava. Attraverso i Distretti si
sarebbero dovute finalizzare le azioni di sviluppo e i relativi
finanziamenti che riguarderanno i territori pugliesi, ma
per un assurdo concetto di rappresentatività mai davvero
certificata, continuano a rimanere escluse da queste azioni
che riguardano tutti noi, molte associazioni artigianali e del
commercio e ancora più grave si tengono fuori da ogni tipo
di governance su aree vaste e complesse come le provincie
pugliese le Camere di Commercio. Credo sia arrivato il tempo
di svelare il trucco interpretativo della Legge sui Distretti e
restituire ai Duc la funzione per cui erano nati: favorire la
partecipazione di tutte le componenti del commercio e non
essere il club esclusivo degli interessi di qualcuno».

E’ duro il commento di Cisberto Zaccheo (nella foto),
referente dell’UnsicTaranto: l’Unione Nazionale Sindacale
Imprenditori e Coltivatori che secondo l’interpretazione data
al regolamento redatto in sede regionale rimarrebbe fuori dai
Distretti insieme ad altre importanti sigle del commercio e
dell’artigianato.
«Venerdì si è battezzato un percorso che non ha nessun tipo di
legittimità o senso logico – spiega ancora Zaccheo – considerato
che si parla di una fantomatica “maggiore rappresentatività”
delle associazioni delle imprese ma si omette di dire che
proprio il comma 2 (modificato con legge 1/04 e con legge
5/08 dalla Regione Pugpia)
dice che si “intendono
associazioni delle imprese
e organizzazioni dei lavoratori maggiormente
rappresentative a livello regionale quelle che sottoscrivono il contratto
collettivo nazionale di
lavoro (ccnl) di settore
presenti nel Consiglio
Nazionale dell’Economia e
del lavoro” e non quelle che
hanno più iscritti ammesso
che sia realmente così».

Insomma secondo Zaccheo
«si sta tradendo il vero
spirito per cui nascevano i
distretti, pensati dal legislatore per creare necessario accordo
e sinergie tra tutti i soggetti interessati alla valorizzazione
del territorio, Comuni e commercianti in primis, ma anche
Camere di Commercio, fondazioni, pro-loco, associazioni di
promozione turistica, sindacati, associazioni di consumatori
e persino imprese private. L’assessore Mazzarano che venerdì
ha battezzato l’iniziativa ha detto che tutti comprenderanno “i
benefici dello stare insieme” – ma quella andata in onda ieri
è solo la versione “privatistica” di gestione di uno strumento
che può avvalersi si di un organismo autonomo di gestione
– sottolinea Zaccheo – ma costituito tra amministrazioni e
associazioni di operatori commerciali che rappresentano
istituzionalmente il settore tanto da sottoscrivere il Contratti
Nazionali di settore.

La domanda dunque è d’obbligo –
commenta provocatoriamente il responsabile dell’Unsic
Zaccheo – perché uno strumento così importante per i futuri
assetti urbani, commerciali, imprenditoriali, occupazionali
e sociali del nostro territorio viene considerata campo di
mietitura di solo due associazioni di categoria? Perché si
escludono le altre rappresentanze territoriali pur previste
dalla legge? Perché si esclude un ente pubblico come la
Camera di Commercio, che a Taranto che aveva già firmato
con Comune e Associazioni la costituzione del distretto?
Perché si esclude la rappresentanza del mondo artigiano che
pure tanto “spazio” occupa nelle nostre dimensioni urbane?
Perché si escludono le rappresentanze sindacali? I quesiti
diventano ancora più delicati quando si parla della fase
successiva alla costituzione dell’Associazione di Distretto,
considerato il passaggio come preliminare rispetto alla fase
di accesso ai finanziamenti regionali: circa un milione e
trecento mila euro»

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