Cronaca

Traffico di migranti, coinvolto un avvocato tarantino

Avrebbe “affittato” uno yacht agli scafisti


Un avvocato tarantino
coinvolto nella inchiesta “Caronte”
che ha consentito di sgominare una
organizzazione dedita al traffico di
migranti.

Sette le persone arrestate, quasi tutte
brindisine, la scorsa settimana dai
finanzieri della Sezione operativa
navale di Otranto, del Nucleo di polizia
tributaria di Lecce e dello Scico
di Roma. Il nomne del professionista
tarantino è venuto fuori da alcune
intercettazioni. Il suo yacht sarebbe
stato utilizzato per le traversate e il
legale in cambio avrebbe ottenuto
13mila euro.

L’avvocato tarantino per i pm che
hanno coordinato le indagini sarebbe
stato consapevole dell’attività illecita
che veviva compiuta con il suo yacht
che ora è soto sequestro preventivo.
Sarebbe stato in diverse occasioni è
stato contattato al telefono da alcuni
degli indagati. Lo yacht era ormeggiato
nel porto di Sivota,in Grecia,
Il legale sarebbe stato contattato
per telefono nel giugno del 2014. A
chiamarlo uno dei capi dell’organizzazione,
un brindisino.
L’uomo avrebbe chiesto la disponibilità
dello yacht, con indicazione del
giorno preciso.

L’imbarcazione successivamente
sarebbe stata portata
nel Salento ma sarebbero emersi problemi
riguardanti la pompa di sentina
e la mancanza del navigatore. Ha
subito contattato l’avvocato il quale
gli avrebbe suggerito di utilizzare il
pilota automatico e nel contenmpo
avrebbe fornito la rotta. Avrebbe poi
riferito ad un familiare che lo yacht
era rimasto senza nafta e che era
costretto a lasciare l’imbardcazione
nei pressi di un’isola vicino Corfù.
In altre telefonate, puntualmente
intercettate dagli investigatori delle
Fiamme Gialle, l’uomo dice all’interlocutore
di aver avvisato l’avvocato
che, nel caso in cui il traffico di migranti non fosse andato a buon fine,
il legale avrebbe dovuto presentare
una denuncia per simulare il furto
dello yacht.

Le indagini hanno avuto origine nel
2014 dopo che la Direzione Distrettuale
Antimafia salentina ha ricevuto
una informativa dal Gico di Lecce.
Sotto la lente di ingrandimento le
attività di alcuni storici contrabbandieri
brindisini, i quali, in collaborazione
con persone che operano
in Montenegro, Grecia ed Albania,
avrebbero favorito l’ingresso illegale
in Italia di numerosi migranti
sfruttando esperienza e relazioni
legate al loro passato nel traffico
delle “bionde”.
Dopo due anni di attività investigativa
le “Fiamme Gialle” hanno
acquisito materiale probatorio sui
rapporti tra il gruppo dei brindisini
e le persone indagate residenti
in Grecia e Albania, queste ultime
fiduciarie dell’organizzazione
transnazionale per il reclutamento
dei migranti da trasportare in Italia
via mare, utilizzando la costa della
Puglia meridionale, e sulle attività
di ricerca di imbarcazioni adatte
alla traversata e sugli scafisti che le pilotavano

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