Cronaca

Bando di gara per Palazzo degli Uffici

Resta lo scontro giudiziario con il consorzio Aedars


L’immagine di Papa Francesco troneggia quasi beffarda sulla lunga sindone che avvolge il
Palazzo degli Uffici.

Papa Francesco
fa ormai parte di quell’abito a
strisce biancazzurre che imprigiona
da anni quell’edificio, la cui storia
è sempre stata travagliata. Prima
pietra posta nel 1791, ultimazione lavori
1894, inaugurazione 1896. Oltre
un secolo per vederlo completato.
Ora è ingabbiato dal 2003 e chissà
quanto altro tempo ci vorrà per portare
a termine i lavori che avrebbero
dovuto riqualificarlo e cambiare
volto al Borgo in declino. Progetti
avveniristici che si sono infranti
contro quel muro di pastoie burocratiche
che pare davvero invalicabile.
Doveva essere il teatro della città.
Progettato dall’architetto Guido
Canella, uno dei nomi di primissimo
piano dell’architettura italiana
contemporanea.

L’idea di affidargli
l’incarico di trasformare il Palazzo
degli Uffici era stata partorita
dall’amministrazione guidata da
Mario Guadagnolo, con Franco De
Feis assessore alla cultura. L’architetto
progettò e di quel progetto in
qualche anfratto di Palazzo di Città
forse esiste ancora il plastico. Un’idea
forse la più naturale per quell’edificio
nato per essere orfanotrofio e
diventato prima tribunale e poi sede
di diverse scuole: Capuana, Archita,
Nitti, Andronico…
Ma il progetto di Canella risultava
troppo esuberante per una città un
po’ bigotta, che in passato aveva
bocciato anche la stele di Nino
Franchina dedicata a Paisiello. Il
calvario del Palazzo degli Uffici
nasce probabilmente da lì, da quella
bocciatura del progetto Canella. Poi
arriveranno gli anni di Rossana Di
Bello e il faraonico intervento di
riqualificazione affidato alla Romagnoli.
Dalla immaginata gloria
all’odissea il passo è breve.

Dalla Romagnoli si passa al consorzio
Aedars con il quale ancora oggi è in
corso uno sfiancante braccio di ferro
a colpi di risoluzioni contrattuali,
ricorsi e provvedimenti di interdizione
per infiltrazioni mafiose.
Ora la nuova amministrazione
comunale sembra voler riannodare le fila, sperando di superare il
vaglio del Contratto Istituzionale
di Sviluppo. L’assessore ai lavori
pubblici Aurelio Di Paola ne ha ripercorso
tutto l’iter amministrativo
giudiziario.

«Allo stato attuale – spiega l’assessore
– fermo restando che le pendenze
giudiziarie non impediscono
all’ente di avviare interventi di
riqualificazione del Palazzo degli
Uffici, il Comune sta provvedendo
a pubblicare il bando di gara per
affidare a proprie spese i lavori di
messa in sicurezza del cantiere quali
in primis il ripristino del solaio e
di alcune scalinate demolite dall’ex
concessionario, nonché a predisporre
la costituzione nel giudizio
promosso da P.U.T. S.r.l. (la società
Palazzo Uffici Taranto, ndr) presso
il Tribunale di Bari per dare adeguata
tutela alle ragioni dell’Ente,
anche al fine di spiegare domanda
riconvenzionale nei confronti di Palazzo
degli Uffici e di Finword per il
recupero di tutti i danni arrecati da
questi al Comune a causa della risoluzione
contrattuale posta in essere
per i gravi inadempimenti rilevati
dal Civico Ente». Papa Francesco,
per il momento, può stare tranquillo.

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