Cronaca

La posta? Consegnata a giorni alterni

«Il nuovo modello di recapito sta creando enormi disagi»


«Nuova mannaia sui
comuni della provincia di Taranto».

Sull’adozione da parte di Poste del
servizio “a giorni alterni” oggetto
di question time da parte del M5S,
interviene il deputato pugliese Diego
De Lorenzis, componente del
M5S in Commissione Trasporti,
Poste e Telecomunicazioni alla
Camera.
A completamento della riforma
postale a giorni lavorativi alterni,
che ha interessato oltre la metà
delle amministrazioni comunali,
i Comuni pugliesi che rientrano
nel nuovo modello (che ha toccato
la nostra Regione già dal maggio
2016) di recapito a giorni alterni
sono 125: 13 in Provincia di Bari,
4 nella Bat, 22 in Provincia di
Taranto, 24 in Provincia di Lecce,
8 nel Brindisino e 54 in Provincia
di Foggia.

«Il nuovo modello di recapito a
giorni alterni – dichiara il deputato
– sta creando enormi disagi alla
cittadinanza. La situazione è gravissima
e in costante peggioramento
visto il coinvolgimento sempre
maggiore del numero dei Comuni
interessati. Molte amministrazioni
interessate – aggiunge De Lorenzis
– sono già in una situazione critica
dovuta al cronico isolamento per
carenza o assenza di servizi pubblici:
trasporti, servizi sanitari e
presidi di pubblica sicurezza e di
controllo del territorio delle forze
dell’ordine.Ora verrà meno anche
il servizio postale e chi vive in
aree disagiate sarà ulteriormente
svantaggiato. Il piano di razionalizzazione
prevede che l’ufficio
postale rimanga comunque aperto
alcuni, pochi, giorni a settimana;
poi troppo frequentemente, come
già accaduto in molti Comuni, il
servizio postale sarà chiuso e i
cittadini saranno costretti a recarsi
all’ufficio postale superstite più
vicino, spesso distante parecchi
chilometri».

Come si evince dall’approvazione
del nuovo contratto di programma
2015-2019 di Poste, le azioni intraprese
sono opposte rispetto la
Direttiva postale (97/67/CE).
«Il Governo – conclude il deputato
del Movimento 5 Stelle, De
Lorenzis – promuove questa politica
di tagli senza considerare
che potremmo pure dover pagare
sanzioni di centinaia di milioni
di euro a livello europeo, perché
si viola l’obbligo di assicurare la
raccolta e la distribuzione della
posta almeno ogni cinque giorni
lavorativi a settimana».

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