27 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Gennaio 2021 alle 15:19:23

Cronaca

Quei tesori tornati alla luce

Terminati i lavori dell’Aqp alle reti idriche ed emergono reperti archeologici


Un tesoro nascosto.
Terminati i lavori di sostituzione
delle vecchie reti a
Taranto: nel corso dell’intervento
riemergono importanti
reperti archeologici.

Sono terminati i lavori dell’Acquedotto
Pugliese per il risanamento
e la manutenzione
delle reti idriche nel centro
cittadino di Taranto.
L’intervento, finalizzato alla
sostituzione di vecchie tubazioni
con nuove di maggior
diametro, per una lunghezza
complessiva di 3,7 km, ha
consentito, peraltro, in base ai
saggi preventivi e all’attività
di sorveglianza archeologica
richiesti dalla Soprintendenza
per i Beni Archeologici della
Puglia, di riportare alla luce,
tra il 2016 e il 2017, diversi
reperti di particolare interesse
storico e archeologico.

Dal punto di vista più strettamente
tecnico, i lavori di
adeguamento della rete idrica
sono consistiti nello scavo su
sede stradale e nella posa in
opera di nuovi tronchi, con la
contestuale dismissione delle
vecchie condutture, collocate
sui marciapiedi, e lo spostamento
degli allacci di utenza.
Per la particolare e complessa
attività di lavoro e al fine di
non creare disagi ai cittadini,
in fase di approvvigionamento
idrico, i tecnici dell’Acquedotto
Pugliese hanno utilizzato la
tecnologia “Stop System”, che
permette di eseguire i collegamenti
tra i tronchi stradali
e le singole utenze per mezzo
di otturatori.
Dispositivi in grado di intercettare
il flusso idrico nel solo
tratto interessato, mantenendo
comunque in esercizio la
condotta a monte e a valle
della tratta intercettata.

L’intervento, ricadente su
aree del capoluogo ionico di
notevole rilevanza archeologica,
ha dato corso, sotto
la direzione scientifica della
Soprintendenza per i Beni
Archeologici della Puglia e
con la conduzione sul campo
di cooperative di archeologi,
ad una serie di ritrovamenti
di assoluto pregio, relativi
soprattutto alla necropoli
della città greca e romana, con
sepolture di varia tipologia
databili fra il VI e il I secolo
a.C. (tombe a semicamera, a
sarcofago, a fossa, olle fittili),
con i relativi corredi funerari.
Sono stati effettuati anche
rinvenimenti collegabili ad
attività di culto e artigianali,
come il rinvenimento
di fornaci per la lavorazione
dell’argilla del II secolo a.C.,
pozzi obliterati in periodi diversi
(dall’età arcaica a quella
ellenistica), antichi tracciati
viari in cocciopesto.
Il costo dei lavori di adeguamento
delle reti idriche è stato
di 1,3 mln di euro.

Venti mesi, invece, il tempo
necessario per l’intervento.
Un significativo intervento,
che garantirà ai cittadini un
servizio sempre più efficiente
e in linea con l’impegno
dell’Acquedotto a rispondere
positivamente alle reali aspettative
del territorio servito.

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