Cronaca

Ilva, no al patteggiamento

Richiesta rigettata dalla Corte d'Assise


TARANTO – No dei giudici al patteggiamento per l’Ilva. E’ un colpo di scena, quello che si registra nel processo Ambiente Svenduto.

La Corte d’Assise
presieduta dal giudice Giuseppe Licci (a latere Elvira di Roma e
sei giudici popolari) ha infatti rigettato, dichiarandole inammissibili,
le richieste di patteggiamento proposte dalle società Ilva spa e Riva Forni Elettrici, la cui
posizione era stata stralciata nel processo per il presunto
disastro ambientale causato dall’Ilva. Le richieste avevano avuto l’ok da parte della Procura della Repubblica di Taranto; ma dai giudici della Corte è arrivato il disco rosso, con conseguenze ancora da valutare nell’ambito del procedimento che ruota attorno alla cessione della stessa Ilva ad Am Investco (ArcelorMittal, con una quota di minoranza a Marcegaglia).

La Corte ritiene che possano essere patteggiati i
reati amministrativi delle società se sono patteggiabili i
cosiddetti “reati-presupposto”; e gli stessi magistrati hanno indicato, nel caso specifico, il
reato di avvelenamento di sostanze alimentari contestato agli
imputati. Reato, questo, che non è patteggiabile. Da qui il no arrivato nella tarda mattinata, che cambia le carte in tavola nella complessa partita giuridico-economica che ruota attorno alla più grande acciaieria d’Europa.

Prossima udienza per Ambiente Svenduto fissata per il 12 luglio.

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