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21 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 21 Maggio 2022 alle 06:42:03

Cronaca

Polveri sui Tamburi, i Medici per l’Ambiente si schierano al fianco di Melucci

Ma la Fim Cisl: con i ricorsi si rischia di bloccare tutto


Salute e lavoro.

Taranto
torna ad interrogarsi in merito al nodo
Ilva. Un doppio fronte che testimonia
quanto la questione siderurgica, nella
città della più grande fabbrica d’Europa,
resti ancora tutta da risolvere.

«La vocazione di IsdeAssociazione
Medici per l’ambiente, è la difesa
della salute di ogni individuo, tanto più
quando si identifica con un elemento
debole della nostra società. Non possiamo
che essere al fianco del sindaco
di Taranto e l’intera amministrazione
comunale, nelle iniziative recentemente
intraprese per tutelare la salute
dei cittadini del quartiere Tamburi e
dell’intera popolazione tarantina».
Così Maria Grazia Serra, presidente
Isde Taranto.
«Da anni, accanto ad altre associazioni,
ci battiamo per il diritto e la difesa
della salute, espressi con chiarezza
dalla Costituzione Italiana. Ancora una
volta, però, prendiamo atto che interessi
economici e politici prevaricano
di gran lunga il benessere e la vita dei
cittadini.

La gente a Taranto continua
ad ammalarsi e a morire – continua
Serra – e le cause sono ormai fin troppo
note e convalidate. Isde conferma
la sua disponibilità a collaborare con
il Comune mettendo a disposizione
le conoscenze scientifiche dei propri
esperti nazionali».
Intanto, in vista della riapertura della
trattativa sugli esuberi all’Ilva con l’acquirente
Am Investco, le segreterie e le
Rsu di Fim, Fiom e Uilm di Taranto si
riuniranno in consiglio di fabbrica il 30
ottobre prossimo «per decidere e pianificare
le ulteriori azioni di lotta, non
escludendo la possibilità di una grande
manifestazione dei lavoratori tarantini
presso le sedi istituzionali a Roma, per
chiedere il rispetto di quelle garanzie
annunciate dal governo per salvaguardare
ambiente, salute e occupazione».

Lo annunciano i sindacati in una nota.
Il 31 ottobre sciopero di Usb. Questo
mentre la Fim Cisl in una nota dice
che «è comprensibile la richiesta
di coinvolgimento delle istituzioni
locali nel percorso di elaborazione
dei decreti, ma rispedire tutto al Tar
rischia di allontanare ancora il percorso
di ambientalizzazione, troppo
annunciato e poco praticato. Ricorrere
al Tar non risolve ne la necessità di
coinvolgimento delle istituzioni ne ha
impatti tempestivi (come servirebbe)
sull’ambiente, c’è bisogno di operare
al più presto».

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