18 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 18 Gennaio 2021 alle 06:47:33

Cronaca

Tutti in campo per difendere l’Arlotta

Confindustria sostiene l’indirizzo della Regione e la Provincia chiama tutti a raccolta


Anche la Provincia di
Taranto scende in campo in difesa
dell’aeroporto di Grottaglie.

«Si inaspriscono i toni da parte di
alcuni esponenti politici brindisini
circa la possibilità di attivare voli
civili di linea da parte dell’aeroporto
“Marcello Arlotta” di GrottaglieTaranto,
così come, peraltro, già
deliberato dalla Giunta Regionale
lo scorso 24 ottobre con uno specifico
atto di indirizzo – si legge in
una nota dell’Ente provinciale. In
particolare, la polemica riguarderebbe
la costituzione di un’unità
di missione, da parte della Società
Aeroporti di Puglia, che avrà il
compito, attraverso l’impiego di
risorse, di uomini e di mezzi, di
affiancare all’attività industriale
quella commerciale con l’attivazione
dei voli charter e di linea; tale
unità, a detta dei vicini brindisini,
rappresenterebbe “un inutile spreco
di risorse”».

E’ per discutere di questa querelle
e altro ancora, che viene convocata
una conferenza stampa presso il
salone della Presidenza della Provincia
di Taranto, sabato
28 ottobre alle ore 10.
Prenderanno parte all’incontro,
il vicepresidente della Provincia,
Raffaele Gentile, l’assessore regionale
allo Sviluppo Economico,
Michele Mazzarano, i consiglieri
regionali Cosimo Borraccino, Giuseppe
Turco, Luigi Morgante, Donato
Pentassuglia, Gianni Liviano,
Marco Galante e Renato Perrini, il
consigliere provinciale delegato
ai Trasporti, Gaetano Castiglia
e il consigliere provinciale Ciro
Petrarulo nonché i rappresentanti
del comitato Pro Aeroporto di
Grottaglie.
Confindustria Taranto difende l’atto
di indirizzo della Regione con
cui si dispone la costituzione di
un’unità di missione per affiancare
l’attività commerciale a quella industriale
dello scalo di Grottaglie.

«La levata di scudi dei parlamentari
brindisini e leccesi sull’atto
di indirizzo della Regione Puglia
riguardante l’Aeroporto di Grottaglie
appare spropositata rispetto al
provvedimento, che di fatto rappresenta
solo un orientamento – circa
la possibile apertura ai voli di linea
– su cui sono ancora da verificare le
effettive condizioni, e che godrà di
risorse aggiuntive, nulla togliendo,
peraltro, all’Aeroporto di Brindisi
né ad altri scali pugliesi. Bene ha
fatto invece l’assessore Mazzarano
– ingiustamente attaccato – a
portare avanti un’istanza che mira
alla crescita di tutto il territorio
regionale e non già all’interesse di
un singolo scalo. Di fatto, si tratta
di un provvedimento che, malgrado
le proteste sembrino suggerire
il contrario, non va a stravolgere
nessun particolare assetto precostituito,
configurandosi invece come
l’apertura ad una possibilità ancora
tutta da verificare, in termini di
mercato e quindi di reali opportunità
– dicono gli industriali tarantini.

Vero è, invece, che l’aeroporto
di Grottaglie, la cui vocazione è
prevalentemente ma non esclusivamente
industriale, si presenta a
tutt’oggi – malgrado la buona posizione
logistica ed una delle piste
più lunghe d’Italia – come sottoutilizzato
anche sul piano industriale,
quindi sostanzialmente inespresso
nelle sue molteplici possibilità. Dal
nostro punto di vista, vorremmo
che tali potenzialità fossero invece
esplicitate al meglio: la vocazione
industriale, peraltro, andrebbe a
incontrare mirabilmente quelle
esigenze di infrastrutturazione
discusse proprio ieri nella prima
riunione del Gruppo di Lavoro
per la Zes, ovvero la necessità di
spingere l’acceleratore su quella
intermodalità Porto-Aeroporto da
sempre invocata. Non sussiste,
pertanto – secondo Confindustria
– la necessità assoluta di giungere
alla definizione – a tutti i costi – di
scalo commerciale: Brindisi assolve
oggi per gran parte alle esigenze
dell’utenza tarantina.

Esiste però
la possibilità che il “Marcello
Arlotta” – anche aprendo a manifestazioni
di interesse da parte
delle varie compagnie aeree – possa
definire una volta per tutte la sua
identità attraverso un iter serio e
strutturato, e questo non può che
trovarci concordi».

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