28 Luglio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Luglio 2021 alle 06:59:00

Cronaca

Ilva, Sindacati pronti allo sciopero

La riunione del consiglio di fabbrica


Caso Ilva: oggi l’atteso incontro al Mise, ed
il sindacato affila le armi. Il
Consiglio di Fabbrica Ilva e appalto
metalmeccanico riunitosi ieri ha confermato «la posizione
unitaria del 09/10/17 e la piattaforma
in cui ci si dichiarava totalmente
contrari alle condizioni di apertura
della procedura ex art 47. Qualora
nell’incontro al Mise del 31
ottobre le condizioni di partenza non
saranno modificate, si proclamerà
lo sciopero per giorno 3 novembre.

Contrariamente, nel caso in cui
nell’incontro sopraggiungeranno
elementi di novità e variazioni alla
procedura, riuniremo nuovamente il
Consiglio di fabbrica per fornire gli
aggiornamenti e valutare le iniziative
opportune».

Così Fim, Fiom e Uilm
in un documento di ieri mattina.
A proclamare lo sciopero già per
oggi è stata la sigla Usb.
Fronte politico: Dante Capriulo
si schiera al fianco di Melucci ed
Emiliano contro il ministro Calenda:
«Trovo oltremodo fastidioso il twitter
in cui ha accusato il Presidente della
Regione Emiliano ed il sindaco di
Taranto Melucci di “non risolvere
i problemi ma di fare solo cause e
ricorsi”. Calenda evidentemente non
ha assolutamente compreso la rabbia
e la determinazione della stragrande
maggioranza dei cittadini di Taranto,
che non vogliono più essere costretti
ad ammalarsi per lavorare e vivere.
Il presidente Emiliano ha sempre
espresso le idee e le proposte
che sta cercando di sostenere per
migliorare la situazione ambientale
della città di Taranto.

Arrivando
anche a proporre nuovi ed innovativi
modelli di produzione come la
decarbonizzazione». Ad intervenire
anche Lopane (Pd): «È positiva
l’apertura del Governo nei confronti
della Regione Puglia. Finalmente
il ministro Calenda ha capito che
l’interlocuzione su Ilva deve essere
partecipata e inclusiva. Solo pochi
giorni fa avevo lanciato la proposta
di un tavolo che coinvolgesse tutti i
sindaci della provincia di Taranto,
forte della consapevolezza che il
tema è generale e non esclusivamente
legato alle sorti della città capoluogo. I
dipendenti della fabbrica provengono
da tutti i 29 comuni del tarantino e
da diverse province del brindisino.
Gli effetti dell’inquinamento sono
allargati a un territorio ancora più
ampio».

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