Cronaca

Boc, contratto nullo e il Comune esulta

Soddisfazione dell’Amministrazione comunale e dei gruppi consiliari


La Cassazione conferma
la nullità del contratto tra il Comune di
Taranto e la ex Banca Opi.

La sentenza
sui cosiddetti Boc, che a questo punto
potrebbe spingere il Comune fuori dal
dissesto, è stata accolta con soddisfazione
da Palazzo di Città: «apre scenari
rosei fino a poco fa inimmaginabili.
Ora si può attendere con serenità la decisione
prossima della Corte d’Appello
di Lecce, a cui la stessa Cassazione ha
rinviato, che sarà chiamata, finalmente,
a pronunciarsi sulla nullità del rapporto
e l’immoralità della negoziazione. Nel
frattempo, in coordinamento con l’Osl,
Amministratori e Dirigenti hanno già
predisposto nelle ultime settimane un
dettagliato piano di estinzione dell’intera
procedura di dissesto economico,
che ha previsto ab origine diverse
declinazioni, proprio per recepire debitamente
le possibili risultanze della
sentenza – spiegano dall’Amministrazione
comunale.

La previsione è che,
di intesa con la struttura del Viminale,
entro pochi mesi Taranto possa lasciarsi
alle spalle un dissesto più che decennale
che ha segnato tanto negativamente
lo sviluppo della nostra città. Insieme
con le delicate questioni in via di risoluzione
anche presso il Mef, si trattava di
una delle assolute priorità della Giunta
Melucci, foriera di ulteriori ripartenze
dell’intera macchina amministrativa.
Il sindaco – prosegue la nota – ha formalmente
e con emozione ringraziato
tutti i propri collaboratori per questo
risultato che si avvicina a meno di 90
giorni dal completo insediamento della
compagine amministrativa».

Anche i gruppi consiliari “Taranto bene
comune” e “Taranto futuro prossimo” accolgono con «estrema soddisfazione
il verdetto della Suprema Corte di Cassazione
che ha confermato la nullità
del contratto tra il Comune di Taranto
e la ex Banca Opi. Bisognerà attendere
la sentenza della Corte d’Appello di
Lecce che sarà chiamata a pronunciarsi
sulla nullità del contratto e l’immoralità
della suddetta negoziazione, ma ora le
speranze di chiudere il capitolo relativo
al dissesto senza dover restituire 198
milioni di euro all’attuale Banca Intesa
San Paolo si fanno sempre più concrete.

Più che giusta si è rivelata la volontà,
reiterata negli anni, di non accettare
proposte transattive. Ora potremo
cominciare a lavorare al fine di favorire
l’alleggerimento della pressione
fiscale a carico delle famiglie tarantine.
Chiudere questa pagina determinerà
inoltre nuove opportunità di sviluppo
per la nostra città: Taranto ha pagato
un prezzo pesantissimo in termini di
ritorno di immagine con la partita del
dissesto».

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