Cronaca

Elezioni politiche, candidature: nel Pd c’è il tentativo delle primarie

L’idea viene lanciata dal consigliere comunale Stellato. Vico verso il Senato.


Ci sono ancora diverse
incognite che impediscono di
delineare le candidature nel Pd alle
prossime elezioni politiche.

C’è innanzitutto da capire se effettivamente
sarà varata la lista civica di
Michele Emiliano.
Una lista che servirebbe a intercettare
le fasce d’opinione dissidente nei
confronti del segretario nazionale
Matteo Renzi e a drenare possibili
consensi in uscita verso Mdp.
A Taranto, ad esempio, la lista di
Emiliano potrebbe essere il rifugio
di alcuni esponenti che magari sono
usciti con qualche certezza in meno
dal recente congresso provinciale,
conclusosi con l’elezione a segretario
di Giampiero Mancarelli. Un
congresso che ha sancito la profonda
frattura fra le due anime del partito:
quella renziana, alla quale fa
riferimento Mancarelli, e quella che
invece fa capo al presidente della
Regione e che veva candidato il sindaco
di Laterza, Gianfranco Lopane,
prima che quest’ultimo con tutta la
corrente Fronte Dem si ritirasse dal
congresso.

Proprio i due contendenti
potrebbero ritrovarsi proiettati nella
corsa al parlamento: uno, Lopane,
nel collegio occidentale; l’altro,
Mancarelli, in quello orientale. Non
sarà tuttavia così semplice, perché a
occidente c’è il consigliere regionale
Donato Pentassuglia, renziano doc,
pressoché certo della candidatura.
Possibile, però, che Pentassuglia
riesca ad ottenere un posto nel listino
bloccato. Caso contrario non ci
sarebbe spazio per Lopane, il quale,
però, si candiderebbe con Emiliano.
Ecco perché è importante capire se ci
sarà la lista del presidente della Regione
e se, come viene fatto trapelare
da ambienti vicini al governatore,
su questo ci sarebbe già un accordo
con Renzi.

E veniamo ai due parlamentari
uscenti. Michele Pelillo resta la grande
incognita: si candiderà? E se sì, lo
farà nel Pd o nella lista Emiliano?
Più certezze offre Ludovico Vico.
Il deputato questa volta potrebbe
candidarsi al Senato. Vico è alla
sue terza legislatura e per una nuova
candidatura servirebbe una deroga,
suffragata dal fatto che in due delle
tre legislature in cui è stato impegnato
non ha svolto mandato pieno: una
volta per chiusura anticipata della
legislatura, l’altra per essere subentrato
a legislatura in corso.
Intanto c’è chi lancia l’idea delle
primarie.

Lo fa il consigliere
comunale Massimiliano Stellato,
vicino al sindaco Rinaldo Melucci.
«Continuiamo ad assistere – dice
Stellato – ad autocandidature e ad
autoreferenzialità senza considerare
che stavolta, più che mai, bisognerà
fare i conti con il consenso popolare.
Le candidature calate da Roma e Bari o, peggio, imposte dall’alto da
qualcuno senza concordarle con la
base e senza tenere conto dell’appeal
dei potenziali candidati con il territorio,
non avranno il mio personale
sostegno. Le scelte oligarchiche, stavolta,
potrebbero mettere a rischio
l’elezione di parlamentari tanto nei
collegi uninominali quanto nei listini
bloccati».
Da qui l’idea delle primarie alle
quali, presumibilmente, parteciperebbe
lo stesso Stellato, forte di
uno zoccolo duro di consensi che lo
accompagna ad ogni competizione
elettorale.
E infine, c’è da fare i conti con gli
scossoni del congresso: sui circoli
dove non si sono svolte le operazioni
congressuali si allunga l’ombra del
commissariamento.

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