Cronaca

Le verità negate sull’ambiente

Parla Giorgio Assennato, l’ex direttore dell’Arpa che si toglie qualche sassolino dalle scarpe: Vendola, Emiliano e Ambiente Svenduto...


A Taranto è in corso un tentativo di drammatizzare la questione ambientale e sanitaria sulla base di una falsa interpretazione dei dati».

Professore, lo sa che adesso le daranno del negazionista?
Negazionista io? Ma se ho inventato la valutazione del danno sanitario! Sa invece qual è il problema?

Quale?
I limiti emissivi delle autorizzazioni integrate ambientali sono puramente convenzionali. Non tutelano la salute perché non si considera che possono esserci danni sanitari al di sotto dei limiti emissivi. Ecco perché diventa importante la valutazione del danno sanitario. Ma il Ministero dell’Ambiente, che è il vero dominus delle Aia, non accetta questo aspetto. Ci sono le linee guida delle Viias, le valutazioni sull’impatto ambientale e sanitario, elaborate da Ispra e dalle Arpa, che restano chiuse nei cassetti, inapplicate.

Perché questa ostilità?
Perché il Ministero dell’Ambiente è una succursale dello Sviluppo Economico. E ricordo che nel 2013 con il decreto Balduzzi il governo di fatto cassò la valutazione del danno sanitario.

Su Taranto c’è stato uno scudo che ha impedito un serio approccio alla questione ambientale?
Ricordo un episodio. Tra il ’99 e il 2000, l’università ebbe a disposizione quattro miliardi di lire per avviare studi sulla situazione ambientale di Taranto e di Brindisi. Come docente di medicina del lavoro proposi di realizzare per Taranto una struttura di studio molto avanzata. Ne parlai con il rettore, con il direttore generale della Asl e con il responsabile del Presidio multizonale di prevenzione. Con quest’ultimo ebbi un incontro surreale, kafkiano. Finì che non mi fecero fare niente. Così come non ci fecero fare nulla all’epoca dell’Aia firmata Prestigiacomo. Io e il dottor Michele Conversano spingemmo sul ministero per avviare una serie di studi. Nulla. Quegli studi furono poi fatti per la perizia Forastiere.

Ha detto che c’è una falsa interpretazione dei dati. A chi si riferisce?
A quanti, come il presidente Emiliano, dichiarano che a Taranto la situazione peggiora giorno dopo giorno. Non è così, è esattamente il contrario.

Vuole spiegare?
La perizia Forastiere 2 stabilisce la correlazione che esiste tra l’aumento delle emissioni di Pm10 provenienti dall’Ilva e l’aumento delle conseguenze sanitarie. Le emissioni, però, negli ultimi anni sono diminuite. L’aumento c’è stato nella gestione Riva. Oggi non è così. Sui Tamburi i dati sulla mortalità sono stazionari. Questa realtà viene però negata per ragioni che mi rifi uto di comprendere.

Nel complesso come valuta la situazione tarantina?
Quella tarantina è una “non situazione”, perché questa città vive in una condizione di… transitorietà permanente. Non c’è la copertura dei parchi e allora come si fa a dare una valutazione? Se la situazione fosse stabile allora direi che probabilmente gli effetti sanitari andrebbero tendenzialmente a calare.

Lei è entrato pesantemente in polemica con Emiliano a proposito della foto del bambino con la maschera antigas che il presidente ha incitato a veicolare sui social.
Emiliano dice cose che non sa, forse perché si circonda di cattivi informatori che gli fanno credere che a Taranto i bambini abbiano bisogno della maschera antigas. Se quella foto l’avesse postata Matacchiera non avrei detto niente, ma un presidente di Regione non può istituzionalizzare questo terrorismo fotografi co.

Emiliano sostiene che lei è risentito perché non l’ha confermata all’Arpa…
Io non potevo essere confermato per due ragioni: perché la legge vieta la conferma di pensionati e perché dopo quello che ho subito per dieci anni ero davvero cotto. Mi sarebbe invece piaciuto fare gratuitamente il presidente del Comitato Scientifico del Registro Tumori. Emiliano mi ha elevato a suo nemico politico, mentre io sono semplicemente un pensionato.

Lei è imputato in Ambiente Svenduto.
Sulla mia posizione in quel processo non c’è materia. Io mi ero guadagnato l’ostilità di Riva per i wind days e quell’azione penale è fondata proprio sui dati dell’Arpa. Basta leggere la requisitoria del pm Buccoliero per rendersene conto.

A proposito, come è nata l’idea di istituire i wind days?
Era una iniziativa adottata ad Hamilton, in Canada, dove c’erano due stabilimenti a ciclo integrale. Avevamo calcolato che, riducendo la produzione di una certa percentuale in quelle particolare giornate di vento da nord, il fenomeno poteva essere attutito. Lo andai a spiegare a Riva, che però rimase scandalizzato per questa mia interferenza. Da allora mi dichiarò guerra.

Che idea si è fatta della Taranto emersa dalle pagine di Ambiente Svenduto?
Ignoravo l’esistenza di tanto marcio e inquinamento morale. Quando lessi le intercettazioni rimasi disgustato. Da un altro punto di vista, rilevo che quel processo ha di fatto decapitato un intero ceto politico, tutto della stessa area.

E gli ambientalisti?
È un mondo molto variegato. Ce ne sono alcuni che parlano sulla base di dati ed evidenze, altri decisamente no. In ogni caso ho sempre creduto che gli ambientalisti dovessero sedere ai tavoli delle decisioni. Volevo che Altamarea ne facesse parte.

Lei ha lavorato con Vendola e con Emiliano. Che differenze ci sono tra i due?
Vendola è persona di grande cultura, ma è stato poco coraggioso, non ha avuto una visione elevata. Diciamo che la sinistra in genere avrebbe dovuto compiere scelte di più alto profilo.

Emiliano?
Un politico spregiudicato e non l’avrei detto considerando che si tratta di un magistrato. A volte parla credendo di avere poteri che non ha. Penso alla sua idea della decarbonizzazione e dell’utilizzo del gas: ne parla come se il presidente della Regione potesse davvero decidere cosa e come fare, mentre si tratta di processi che vanno governati addirittura a livello internazionale.

Enzo Ferrari
Direttore Responsabile

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