29 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 29 Ottobre 2020 alle 06:40:22

Cronaca

Malato di Aids tenta il suicidio in ospedale


TARANTO – Per quattro giorni non ha mangiato e preso i farmaci, poi ieri sera ha tentato di farla finita. Uno dei pazienti del reparto infettivi dell’ospedale Moscati al quartiere Paolo VI è andato in escandescenza. Per protesta non ha mangiato e si è astenuto dal prendere i farmaci che gli venivano prescritti. Ieri sera l’insano gesto, per fortuna senza gravi conseguenze. E’ stato lui stesso a raccontarci i fatti. “Sono malato di Aids e da sabato scorso sono ricoverato qui al Moscati. Ma non ricevo le dovute cure. Il mangiare fa schifo e da quattro giorni non tocco cibo. Sono dovuto venire qui da solo a causa di un forte mal di testa. In diciassette anni di malattia sono stato qui altre volte ed ho messo centinaia di firme. Mi tengono qui senza fare nulla, solo per prendere i soldi del posto letto occupato”.

Poco più che cinquantenne vive con la malattia che negli ultimi tempi gli sta provocando forti dolori alla testa. “Da quando sono qui – insiste – mi hanno dato solo degli antidolorifici che prendevo anche a casa. Continuo ad avere mal di testa e non posso vivere in queste condizioni. Non ce la faccio più. Ho tentato di farla finita prima provando a tagliarmi le vene con un pettine. E’ quello che avevo a disposizione. Ma non ci sono riuscito. Poi ho ingerito l’intera scatola di pscicofarmaci che avevo sul comodino. Chiedo l’eutanasia e l’intervento della Guardia di Finanza”. Insiste con il voler parlare con i finanziari, rifiutando invece l’intervento dei Carabinieri. Non si capisce bene perché. Anzi proprio alla richiesta di intervento dei Carabinieri da parte dei medici ha minacciato il suicidio. Barricatosi in stanza aspetta che arrivino i finanzieri con cui dice di avere tentato di parlare. “Non mi hanno risposto e ho provato ad uccidermi”. Dice di aver inoltre chiesto una risonanza magnetica, “ma mi hanno fatto, solo stamattina, dopo tanti giorni di ricovero, una gastroscopia. Qui è uno schifo. Non si può stare così”.

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