04 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 04 Dicembre 2021 alle 16:57:00

Cronaca

La protesta silenziosa degli ispettori del lavoro

Anche a Taranto “sorveglianza solo a piedi”


“Un territorio con circa 450.000 abitanti e 28 Comuni
oltre al capoluogo, centinaia di
chilometri con migliaia di attività
economiche: dall’1 novembre di
fatto prive di controlli».

L’Ispettorato
del Lavoro di Taranto, al
quale i lavoratori hanno sempre
fatto riferimento con fiducia per
la tutela della dignità del lavoro
quotidiano, ha aderito alla protesta
nazionale contro la riforma a
metà del settore. C’è chi protesta
scendendo in piazza e chi, come
avviene a Taranto, lo fa con una
protesta “silenziosa” ma molto
efficace. «Mettendo a nudo uno dei
(tanti) paradossi della legislazione
attuale – spiegano i lavoratori – la
squadra degli ispettori del lavoro
tarantini ha smesso di utilizzare
la propria auto per andare a fare i
controlli.

Il motivo? Protestare, far
sentire la propria voce e segnalare
(anche) che le regole imposte alle
aziende controllate – di fatto – il
Ministero del Lavoro non le applica
ai propri dipendenti. Paradossale,
ma vero: quando utilizzano
il proprio automezzo, invece del
rimborso con tariffa Aci, ricevono
una somma inferiore. Ancora più
assurdo: se utilizzano un mezzo
pubblico, il biglietto non gli viene
rimborsato. Nel mirino c’è la
riforma lasciata a metà dal ministro
del Lavoro Poletti, ma questa
forma di protesta degli ispettori
tarantini porta l’attenzione su di
una semplice questione: le regole
dei controllati non si applicano
ai controllori».

Il passaggio delle
funzioni, e del personale, dal Ministero
del Lavoro all’Inl e all’Anpal
è avvenuto in modo parziale,
lasciando il personale sia ispettivo
che amministrativo senza direttive
precise. Ecco la situazione allo
stato attuale, come evidenziato dai
lavoratori dell’Ispettorato di Taranto nel verbale di assemblea del 31
ottobre: «Svilimento della funzione
ispettiva; Svilimento del personale
amministrativo; Svilimento
dell’area legale e contenzioso».
In aggiunta allo stop all’uso della
propria auto, proseguiranno anche
questa settimana le altre azioni di
protesta con: «Blocco di qualsiasi
prestazione di lavoro straordinario;
Astensione dalle udienze del personale
dell’ufficio legale che non
riceve alcun rimborso (neanche
le fotocopie dei fascicoli!). Una
situazione a dir poco grottesca».

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