15 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Gennaio 2021 alle 15:22:45

Cronaca

Tempa Rossa parte a giugno

Eni: a maggio l'adeguamento degli impianti


Il programma Tempa
Rossa sarà avviato tra giugno e luglio
del prossimo anno.

I tempi tecnici
sono decisi: a maggio, infatti, ci
sarà la fermata degli impianti della
raffineria Eni di Taranto che dovrà
accogliere il greggio proveniente dal
centro oli Total di Corleto Perticara.
La fermata si renderà necessaria per
adeguare gli impianti, dal momento
che il greggio di Tempa Rossa è di una qualità diversa da quello della Val D’Agri, attualmente raffinato in Eni.

L’accordo commerciale tra Total, Shell e Mitsui, da una parte, ed Eni, dall’altra, consentirà dunque di dare il via all’ambizioso programma che prevede, a regime, la produzione di 50mila barili al giorno. Inizialmente si partirà con una produzione inferiore, intorno ai 20-30 mila barili.

In questo modo Total ed Eni hanno aggirato l’ostacolo dei veti posti da Comune e Regione alla costruzione dei due nuovi serbatoi e dell’allungamento del pontile Eni previsti dal progetto iniziale. La novità è sostanziale. Mentre originariamente il petrolio di Tempa Rossa avrebbe dovuto solo essere stoccato a Taranto per poi ripartire per altre raffinerie, con questa sorta di piano B il greggio verrà pompato direttamente in raffineria, utilizzando i serbatoi esistenti e lavorato nello stabilimento di Taranto.

I due filoni di greggio, quello della Val D’Agri e quello di Tempa Rossa, verrebbero pompati a giorni alterni utilizzando lo stesso oleodotto dell’Eni attualmente utilizzato per il solo greggio della Val D’Agri.

Questa modalità non aumenterebbe quindi la capacità produttiva complessiva della raffineria che oggi è in marcia a pieno regime per compensare la fermata di maggio.

«Anche se la produzione non aumenta – osserva Emiliano Giannoccaro (Fems Cisl) – questo accordo commerciale tra Total ed Eni garantisce continuità lavorativa. Ci auguriamo quindi che questa collaborazione duri nel tempo e garantisca opportunità di sviluppo per l’impianto di Taranto. Dal punto di vista dell’impatto ambientale non cambierebbe nulla». «Anzi – commenta d’altro canto Giordano Fumarola (Filctem Cgil) – il revamping degli impianti consente di ridurre l’impatto sull’ambiente. La condizione che poniamo, infatti, è che questo investimento sia ecosostenibile, perché Taranto non può sopportare ulteriori pesi sotto questo aspetto. Per il resto, con questo nuovo assetto avremmo benefici per la stabilità occupazionale dei 450 lavoratori diretti e per gli altrettanti dell’indotto».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche