27 Ottobre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Ottobre 2021 alle 22:44:00

Cronaca

I conti di Calenda: 300 milioni e a fine 2020 “chiudiamo”

Con un tweet il ministro per lo Sviluppo Economico torna sul tema della copertura dei parchi minerali dell’Ilva di Taranto


«Se siamo veloci (i
lavori termineranno a) fine 2020. È un intervento enorme che costa circa
300 milioni e chiude definitivamente
problema Wind day. Lavoriamo
tutti insieme per raggiungere
obiettivo».

Con un tweet di ieri mattina il ministro per lo Sviluppo
Economico Carlo Calenda torna sul
tema della copertura dei parchi minerali
dell’Ilva di Taranto. Progetto
sulla cui effettiva fattibilità molto
si è discusso, ma che il titolare del
Mise pare intenzionatoa rilanciare,
anche per dare una sferzata alla
questione siderurgica tornata a
creare preoccupazioni all’indomani
dell’occupazione degli impianti di
Genova da parte della Fiom. Mossa
questa che ha peraltro spaccato il
fronte sindacale, mentre domani è
in programma il nuovo round negoziale
con ArcelorMittal.

Settecento metri di lunghezza, 264 di larghezza
e 80 di altezza sono le misure della
copertura, come è immaginata dalla
ditta friulana Cimolai. Dovrebbero
essere saranno impiegate 33.000
tonnellate di acciaio, in larga parte
prodotte proprio a Taranto.
Ad ogni buon conto, la complessa
ed annosa “questione ambientale
tarantina” continua a far discutere.
L’associazione PeaceLink ha richiesto
alla Asl di Taranto di dati aggiornati
relativi alla contaminazione
delle cozze dovuta alla presenza di
diossine e PCB nei fondali.

“I dati
che forniamo sono pertanto inediti
e confermano per il 2017 la situazione
di contaminazione registrata
in passato. Dalle analisi effettuate
su diossine e PCB per conto della
Asl di Taranto risultano per il 2017
superamenti dei limiti di legge a
maggio, giugno e luglio. A giugno
si è registrato un picco che supera
del 98% il limite di legge” si legge
in una nota dell’associazione ambientalista.

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