Cronaca

Famiglia dell’usura: chieste le condanne

Udienza per l'operazione "Mercatino"


TARANTO – Prestiti a strozzo: chiesti oltre otto anni, con il rito abbreviato, per il lizzanese Cosimo Damiano Surgo.
Pasquale Surgo, difeso dall’avvocato Luigi Danucci, ha invece patteggiato una pena a tre anni e due mesi di reclusione, Maurizio Leone, assistito dall’avvocato Lorenzo Cantore, ha patteggiato tre anni di reclusione, Christian e Vittorio Surgo, difesi dall’avvocato Biagio Leuzzi, hanno patteggiato una pena e due anni e dieci mesi di reclusione. All’inizio dell’anno una operazione condotta della Guardia di Finanza ha fatto finire in carcere e agli arresti domiciliari un gruppo che farebbe capo al 53enne Cosimo Damiano Surgo di Lizzano.
Le Fiamme Gialle a gennaio hanno eseguito nove arresti fra le province di Taranto e Matera, dei quali sei in carcere e tre ai domiciliari, nei confronti di altrettante persone indagate per i reati di associazione per delinquere finalizzata all’esercizio abusivo di attività finanziaria e all’usura. Il provvedimento è l’epilogo di un’attività investigativa eseguita anche con l’utilizzo di intercettazioni telefoniche. La presunta organizzazione avrebbe concesso prestiti a tassi usurari a imprenditori in difficoltà economiche. Al vertice Cosimo Damiano Surgo, già coinvolto in vicende analoghe e sottoposto alla misura di prevenzione della sorveglianza speciale con l’obbligo di soggiorno a Lizzano.
Nella rete finirono anche il 20enne Christian Surgo, il 30enne Pasquale Surgo e il 41enne Vittorio Surgo, tutti lizzanesi, il 49enne Maurizio Leone di San Giorgio Jonico.
Le operazioni illecite di finanziamento, secondo gli investigatori, erano caratterizzate dall’applicazione di tassi d’interesse usurari pari al 10 per cento mensile, ottenendo in garanzia dalle vittime assegni ed effetti cambiari.
A fronte dei mancati pagamenti degli interessi si procedeva alla loro ricapitalizzazione, facendo così aumentare in modo esponenziale l’importo dei soldi da restituire. L’udienza preliminare è stata celebrata dinanzi al gup di Taranto. Le richieste di condanna formulate dal sostituto procuratore. dott.ssa Giovanna Cannarile, hanno riguardato anche presunti favoreggiatori che avrebbero ostacolato le indagini delle Fiamme Gialle. Pene variabili fra gli 8 mesi e i 10 mesi sono state invocate, invece, nei confronti di chi risponde di favoreggiamento. Prossima udienza il 27 ottobre.

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