Cronaca

Sull’Ilva avanti piano, sindacati in trincea

Non è stato ancora affrontato il nodo dei 3.600 esuberi previsti


Avanti piano nella trattativa
sull’Ilva al Mise.

E’ durato tre ore
il confronto, l’altroieri fra sindacati, azienda
e governo. Sul piatto 3.600 esuberi e la
gigantesca questione della convivenza
e della compatibilità, dal punto di vista
dell’ambiente e della salute, tra fabbrica
e città.
Dopo tre ore di lavoro ArcelorMittal
(socio all’85% di AmInvesCo, cordata
cha ha vinto la gara per l’acquisizione
del gruppo Ilva) ha giudicato l’incontro
«produttivo», come riporta l’agenzia
Ansa. Per il viceministro Teresa Bellanova,
che ha rappresentato al tavolo
il governo, «finalmente si entra nel
merito delle questioni approfondendole».

Poco convinti invece i sindacati
che comunque sperano di fare passi
avanti nell’incontro del 14 novembre.
Intanto a Cornigliano, l’assemblea dei
lavoratori, dopo aver avuto la conferma
dell’apertura al Mise di un tavolo
specifico sull’accordo di programma,
hanno deciso di liberare la fabbrica
occupata e di sospendere lo sciopero
ad oltranza. «Il piano non soddisfa –
ha detto Rocco Palombella segretario
generale della Uilm – emergono tutta
una serie di contraddizioni di natura
tecnica e non politica». Sulla stessa
linea Francesca Re David e Marco
Bentivogli, segretario generale della
Fim-Cisl. Non si è ancora parlato
del tema caldo, quello degli esuberi.
In apertura, riferisce la Fim, il Ceo
di ArceloMittal delegato per l’Italia
Matthieu Jehl, ha subito affrontato la
questione antitrust (la Commissione
Concorrenza ha avviato un’indagine
approfondita sull’acquisizione di Ilva)
dicendo che l’azienda sta collaborando
per fornire tutti gli elementi necessari
alla Commissione, convinti che quanto
segnalato dall’antitrust sarà chiarito
entro il 23 marzo 2018, termine ultimo
per la conclusione delle valutazioni
della Commissione europea sull’acquisizione.

In ogni caso, avrebbe rassicurato il Ceo, l’esito dell’istruttoria «non
compromette in alcun modo l’attuazione
del piano ambientale e industriale,
tanto che si deciso di partire da subito
con la copertura dei parchi minerari».
Nell’accordo siglato con i Commissari,
Am InvestCo si è impegnata, nel caso
di richieste da parte dell’antitrust, di
non ridurre o modificare la produzione
in Italia, ma piuttosto di dismettere
altre attività all’estero. «L’incontro non
solo non ha fornito elementi aggiuntivi
Al piano industriale presentato lo
scorso 20 luglio, ma ha ulteriormente
rafforzato la preoccupazione sulla
reale volontà della multinazionale di
investire sugli stabilimenti italiani
del gruppo Ilva e di rilanciare sulla
produzione e garantire gli impegni
dal punto di vista ambientale» dichiara
Sergio Bellavita, Usb nazionale.
«Non soddisfatta» anche l’Ugl, mentre
domani, sabato, alle 11 presso la sede
provinciale del Pd in via P. Amedeo si
terrà un incontro con il Viceministro
dello Sviluppo Economico Bellanova
sul tema: “Taranto: facciamo il punto”.

L’iniziativa, a cui parteciperà tra gli
altri il Segretario provinciale del Pd
Giampiero Mancarelli, sarà l’occasione
per confrontarsi sulle diverse
questioni che riguardano il territorio.

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