28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca

Blitz “Lampo”: mafia e droga, dodici arresti

L’organizzazione legata ad una cosca della ‘ndrangheta di Rosarno


Una cosca della
‘ndrangheta gli aveva dato il grado
di “padrino” e Dino Caporosso grazie
a quell’investitura era riuscito a
infiltrarsi nei settori economici più
redditizi come quella dei prodotti
ittici.

Il suo gruppo che faceva affari
con traffico della droga e aveva
anche deciso di avere un referente
politico fornendo sostegno elettorale
ad un candidato tarantino in
occasione del rinnovo del consiglio
regionale del 2015. Un sostegno
politico “a sua insaputa” (il politico
non è indagato) che non è stato però
sfruttato in quanto il candidato non è
stato eletto. Dodici gli arresti scattati
stamattina nell’ambito dell’operazione
“Lampo” condotta dai carabinieri
del Ros di Lecce. Undici le persone
finite in carcere tra le quali Cataldo
Caporosso.

Un dodicesimo indagato
è finito ai domiciliari per un tredicesimo
è scattato invece l’obbligo di
presentazione alla p.g.
Oltre a Cataldo Caporosso sono indagati
Alberto Caporosso, Tommaso
Putignano, Pietro Damaso, Ivano
Andresini, Gianvito Gentile, Michele
Monaco, Cristiano Balsamo, Massimiliano
Lovero, Valentino Antonio
Laterza, Gianvito Gentile, Riccardo
Sgaramella, Emanuele Pignatelli e
Mario Miolla.

L’operazione è stata condotta dai
carabinieri del Ros supportati dai
loro colleghi dei comandi provinciali
di Taranto, Bari e Pavia. In tredici
devono rispondere a vario titolo
di associazione per delinquere di
stampo mafioso finalizzata al traffico
di sostanze stupefacenti, danneggiamento
e rapina con l’aggravante del
metodo mafioso, detenzione illecita
di armi da fuoco, trasferimento
fraudolento di valori. Le indagini
sono state avviata nell’ottobre del
2014. Nel mirino un gruppo malavitoso
legato alla Scu, capeggiato da Dino Caporosso già condannato
con sentenza irrevocabile per il reato
di associazione per delinquere di
stampo mafioso.

Secondo l’accusa
era legato al noto boss calabrese
Umberto Bellocco, vecchio “patriarca”
della “’ndrangheta”, a capo
dell’omonima cosca di Rosarno. Gli
invesatigatori hanno accertato che
Caporosso avrebbe rivestito il ruolo
di referente criminale della cosca
calabrese nel territorio tarantino.
E’ emersa la capacità intimidatrice
del gruppo con il ricorso ad azioni
violente di danneggiamento e rapina
all’interno del mercato ittico di
Taranto, finanche ricorrendo ad una
motosega di grosse dimensioni per
causare danni al magazzino per la
vendita di prodotti ittici della Starfish
s.r.l., a seguito dei dissidi sorti
tra Caporosso e un suo socio (altro
indagato e per il quale il gip non ha
ritenuto sussistenti i gravi indizi di
colpevolezza riguardo all’appartenenza
al gruppo malavitoso) a seguito
dell’estromissione del primo dalla
società. Accertato anche il tentativo
di recuperare dei preziosi rubati,
insieme a Tommaso Putignano, da
un esercizio commerciale del luogo,
attraverso una azione intimidatoria.

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