28 Settembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 28 Settembre 2021 alle 21:49:00

Cronaca

«Acciaio sostenibile». Si riparte il 27

Ilva, incontro al Mise. Am InvestCo ribadisce l’intenzione di investire


Il piano ambientale
dell’Ilva sarà oggetto di un nuovo
incontro tra sindacati e commissari
dell’azienda, presso il ministero dello
Sviluppo economico, il prossimo
27 novembre nel tardo pomeriggio.

L’appuntamento è stato fissato dopo
il primo round che si è tenuto al ministero
oggi.
Il 28 novembre ci sarà, di mattina, un
incontro sul piano industriale mentre
nel pomeriggio si tornerà a discutere
degli interventi sul fronte ambientale.
All’incontro odierno presenti il viceministro
Teresa Bellanova, il leader
dei sindacati di categoria Rocco
Palombella (Uilm), Francesca Re
David (Fiom-Cgil), Marco Bentivogli
(Fim-Cisl) e per ArcelorMittal il Ceo
delegato per l’Italia Matthieu Jehl.

«Esamineremo la compatibilità degli
investimenti con gli interventi che
l’azienda farà in termini ambientali
e tecnologici – ha detto Rocco Palombella
prima dell’incontro – speriamo
di avere una visione chiara dei
tempi dei lavori che si faranno, in
particolare sulla copertura dei parchi
minerari che hanno una superficie
molto estesa e che, secondo quanto
annunciato, l’amministrazione straordinaria
dovrà avviare a breve».

Al
termine dell’incontro è stata fissata
la data del prossimo incontro con i
sindacati sul piano industriale dopo
che ArcelorMittal nei giorni scorsi
ha trasmesso ai sindacati nuovi documenti
sul dossier.
Secondo il piano industriale, gli investimenti
di carattere ambientale dovrebbero
ammontare a 1,15 miliardi
di euro. Il piano ambientale, secondo
quanto riportano le agenzie di stampa,
prevede l’investimento di 300 milioni
presso i parchi minerali (compresa
la copertura di parchi primari), 190
milioni per le cokerie (destinati, ad
esempio, a rivestimenti refrattari,
miglioramento dell’aspirazione dei fumi e nuove torri di spegnimento),
172 milioni per vari lavori di bonifica
(tra cui rimozione dell’amianto e gestione
dei residui storici), 167 milioni
per il trattamento delle acque reflue,
128 milioni per la copertura dei nastri
trasportatori e degli edifici, 40 milioni
per il piano di aggiornamento del
sistema antincendio, 35 milioni per il
rivestimento dei precipitatori elettrostatici
per la depolverazione primaria
presso l’impianto di agglomerazione,
30 milioni per l’area Grf e la desolforazione
delle acciaierie.

Nei prossimi
sette anni sono previsti investimenti
per 2,4 miliardi di euro: 1,25 miliardi,
come detto, per la parte industriale,
1,15 per quella ambientale. Obiettivo
della nuova proprietà è la produzione,
entro l’agosto 2023, di otto milioni di
tonnellate di acciaio. Nei giorni scorsi
si è tenuto a Taranto un incontro tra
il viceministro allo Sviluppo economico
Teresa Bellanova (in rappresentanza
dell’esecutivo) e sindacati sulla
situazione complessiva. Al termine
del vertice Cgil, Cisl e Uil territoriali
hanno definito “importanti i primi
impegni che lo stesso vice ministro
ha garantito in merito ai circa 7 mila
lavoratori dell’indotto, per i quali ha
assicurato l’impegno del governo”.

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