26 Novembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2020 alle 06:40:39

Cronaca

Operazione Lampo, ora è la volta degli interrogatori

In 13 devono comparire dinanzi al gip. Sono 28 gli indagati


Blitz Lampo: in attesa
degli interrogatori, che dovrebbero
tenersi tra oggi e domani,
emergono altri particolari dalle
indagini dei carabinieri del Ros
che hanno consentito di azzerare
l’organizzazione che faceva capo
a Cataldo Caporosso.

Ventotto gli
indagati. Secondo l’accusa il gruppo
oltre a infiltrarsi nei settori economici
più redditizi come quella dei
prodotti ittici avrebbe fatto affari con
il traffico di droga e avrebbe anche
deciso di avere un referente politico
fornendo sostegno elettorale ad un
candidato della provincia jonica in
occasione del rinnovo del consiglio
regionale del 2015. Infatti durante
quelle consultazioni l’organizzazione
capeggiata da Caporosso avrebbe
lavorato per sostenere il candidato
Antonio Scalera, consigliere regionale
uscente, ricandidatosi nel 2015,
ma non eletto. In una intercettazione
ambientale che è stata captata dagli
investigatori dell’Arma nel maggio
del 2015 Caporosso mentre si trova in
auto dice a un’altra persona: «Sto raccogliendo
un po’ di voti per Scalera?
Per contare su un punto d’appoggio
là».

Il riferimento, scrive il gip di
Lecce, è rivolto all’utilità per il suo
gruppo di poter contare nell’amministrazione
regionale «su rappresentanti
politici a loro debitori». La richiesta di
Caporosso poi si fa più esplicita. «E
se non hai preferenze lo dai a Scalera,
domani avrò un punto d’appoggio là».
Qualche giorno prima delle elezioni
Caporosso avrebbe organizzate un
incontro elettorale al quale, nonostante
la sua assenza per sottoporsi
ad un intervento chirurgico, parteciparono
circa settanta persone. «Appena
dimesso dalla clinica proprio la
mattina delle consultazioni – si legge
negli atti dell’inchiesta – Caporosso
con la moglie «si adoperava con
amici e parenti affinché andassero a votare».
In una precedente intercettazione
registrata a marzo del 2015 Caporosso
parla dei suoi programmi
espansionistici per il controllo della
politica. «Se noi a quello lo portiamo
là – spiega – stiamo in prima fila».

Lascia poi intendere di voler cambiare
registro. «Perché fino a mo’ – dice
– fino a mo’ i signori prendono e ci
usano come ruota di scorta; allora
poi qualcuno che tiene il cervello un
po’ – invece là noi dobbiamo stare in
prima fila».
Il candidato Scalera non è coinvolto
nell’inchiesta in quanto non sapeva
degli appoggi della mala. L’esponente
politico ha subito tenuto a
precisare di non aver mai conosciuto
Caporosso e i componenti del suo
gruppo.
Com’è noto una cosca della ‘ndrangheta
ha dato il grado di “padrino” e
Cataldo Caporosso. Nella operazione
Lampo in tredici devono rispondere
a vario titolo di associazione per
delinquere di stampo mafioso finalizzata
al traffico di sostanze stupefacenti,
danneggiamento e rapina
con l’aggravante del metodo mafioso,
detenzione illecita di armi da fuoco,
trasferimento fraudolento di valori.

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