Cronaca

Tenta il suicidio in carcere, donna salvata dalla polizia penitenziaria

Per la Cgil «E’ la conferma delle inaccettabili condizioni di lavoro degli operatori di penitenziaria».


La Fp Cgil denuncia
l’ennesimo tentativo di suicidio
nel carcere di largo Magli.

“E’ la
conferma delle inaccettabili condizioni
di lavoro degli operatori di
penitenziaria. La misura è colma dice
il sindacato-all’interno della
sezione femminile del carcere una
detenuta dell’Est Europa, dopo aver
seminato il caos all’interno della sezione
ed aver mandato in ospedale
tre agenti ha tentato di impiccarsi
con delle lenzuola appese alla grata
della propria stanza. Solo il provvidenziale
intervento degli stessi
agenti malmenati poco prima, ha
evitato il peggio per la detenuta,
che riportata alla calma è stata
condotta nella propria stanza per le
cure mediche.

Gli agenti della polizia
penitenziaria visitati al pronto
soccorso hanno riportato prognosi
da 5 a 10 giorni. Ancora una volta,
nonostante le condizioni precarie di lavoro e la gravissima mancanza di
personale, gli operatori della polizia
penitenziaria sono stati in grado di
salvare una vita umana, la stessa
donna che poco prima li aveva
aggrediti.Questo ennesimo episodio
di violenza, non può passare
nuovamente inosservato, perchè è la
conferma di quanto da tempo la FP
CGIL Taranto sta denunciando a tutti
gli organi competenti senza aver
nessuna forma di riscontro. Vi sono
inaccettabili condizioni operative
durante i turni pomeridiani e notturni
nei quali, sistematicamente, viene
a mancare il personale per coprire
i posti di servizio. Frequentemente,
accade che molti posti di servizio,
nonostante vi sia la previsione di un
presidio composto da tre a quattro
agenti, vengano coperti da una sola
unità di agente/assistente; ormai, è
diventata consuetudine che personale
del ruolo sottufficiali debba, in
modo volontario, sostituire le unità
alla portineria, al piano osservazione
e guardiola al fine di permettere
di fruire della mensa”.

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