22 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 22 Ottobre 2020 alle 16:31:01

Cronaca

Ilva, un tavolo per Taranto? Ma anche per Genova

L’annuncio del viceministro Bellanova dopo il vertice


«Dopo che Arcelor
Mittal ha illustrato ai rappresentanti
delle istituzioni locali il suo
piano ambientale e industriale si
è convenuto che ci saranno degli
approfondimenti per singolo sito.
Quindi avremo un tavolo su Taranto,
un tavolo su Genova e un tavolo
per i siti minori ma che comunque
sono importanti dentro il perimetro
Ilva».

Così il viceministro Teresa
Bellanova uscendo dal vertice al
Mise, ieri, nelle paroloe riportate da
Il Secolo XIX. Insomma, il tavolo
per Taranto si farà, sì; ma non sarà
l’unico “tavolo territoriale”, e questo
fa – inevitabilmente – perdere
una propria specificità all’iniziativa.
Eppure, nonostante questo, il governatore
pugliese Michele Emiliano
(presente ieri, a differenza del sindaco
di Taranto Melucci) si è detto
«soddisfatto»: «La lotta congiunta
dei sindacati, del sindaco di Taranto
e della Regione Puglia ha portato al
risultato che chiedevamo. Il ministro
ha concesso il tavolo per Taranto che
ci permetterà di discutere del piano
ambientale, della salute dei tarantini,
degli esuberi. Esiste finalmente una
possibilità da parte dei lavoratori e
delle loro rappresentanze istituzionali
di agire congiuntamente per
ottenere il massimo risultato sia dal
punto di vista dell’occupazione che
dal punto di vista della salute.

«Il
gigantesco tavolo convocato – ha
proseguito oggi Emiliano – si divide
ora in più tavoli, per Taranto, per
Genova e probabilmente uno per
Lombardia e Piemonte. L’azienda
ha presentato il suo piano, dichiarando di voler osservare nel dettaglio
il dpcm e le prescrizioni del piano
ambientale. Noi abbiamo presentato
26 pagine di osservazioni a quel
piano ambientale e abbiamo chiesto
che l’azienda cominci a studiarsele.
Perché solo nel caso in cui le nostre
richieste verranno soddisfatte con
una modifica del dpcm acquisendo
le nostre osservazioni, noi revocheremo
l’impugnativa del dpcm che
abbiamo già avanzato». Come detto,
ieri a Roma non c’era Melucci, che
in una lettera al ministro dello Sviluppo,
Carlo Calenda, aveva spiegato
le ragioni della sua assenza, motivata
proprio con la richiesta di una
“vertenza specifica” per la città che
ospita il sito più importante dell’Ilva
e quello, come è purtroppo noto, a
maggior impatto ambientale. A Melucci
si rivolge l’on. Chiarelli: «Passi
dalle parole ai fatti e cominci egli
stesso a costituire un tavolo con tutte
le forze del territorio».

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