Cronaca

Nomina dubbia, nei guai ex assessore

Il caso, relativo ad un provvedimento disciplinare che aveva colpito un dipendente comunale sconfina in un processo penale


Sconfina in un processo penale un provvedimento
disciplinare che aveva colpito un dipendente del Comune.

A dover
rispondere del proprio operato davanti al giudice per l’udienza
preliminare è un componente dell’organo disciplinare che aveva
giudicato il comportamento del dipendente in questione.
I fatti risalgono al settembre del 2013, quando Gualtiero De Bono,
un dipendente del Comune, viene sospeso dal servizio per sei mesi
per aver offeso la onorabilità e la professionalità del dirigente delle
Risorse Umane, Paolo Spano.
De Bono, però, non si arrende a questa decisione e allora invia una
serie di esposti nei quali chiede di verificare la incompatibilità di
uno dei componenti dell’organo disciplinare: l’avvocato Valeria
Palumbo, già assessore al personale nell’amministrazione Stefàno.

De Bono chiede anche di verificare la legittimità dell’avviso
pubblico, firmato dallo stesso dirigente Spano, in base al quale
erano stati individuati e nominati i componenti dell’organo
disciplinare, tra cui, appunto, l’avvocato Palumbo.
Da uno di questi esposti è nato il procedimento penale che ora
coinvolge l’avvocato Palumbo.
Il 19 luglio scorso, infatti, il gip del Tribunale di Taranto, Giuseppe
Tommasino, ha emesso l’ordinanza con la quale ha restituito il
fascicolo al pubblico ministero chiedendo l’imputazione coatta
dell’ex assessore.

Il 14 settembre il sostituto procuratore Maurizio
Carbone ha quindi inviato al giudice per l’udienza preliminare la
richiesta di rinvio a giudizio. All’avvocato Palumbo si contesta
di non essersi astenuta nel giudizio contro De Bono «in ragione
dei rapporti di collaborazione» con il dirigente Spano. Rapporti
– si legge nella richiesta di rinvio a giudizio – «derivanti dalla
circostanza dell’avere la Palumbo già ricoperto la carica di
Assessore al Personale presso il Comune di Taranto». Si fa
riferimento anche a «rapporti di natura personale» con il dirigente
Spano in quanto quest’ultimo «nell’ambito di procedimento penale
a suo carico aveva eletto domicilio presso lo studio professionale
della stessa Palumbo».

Per queste ragioni, secondo l’ipotesi
accusatoria, l’avvocato Palumbo avrebbe «intenzionalmente»
procurato a De Bono «un danno ingiusto partecipando ad
adottare un provvedimento con il quale gli veniva irrogata la
sanzione disciplinare della sospensione dal servizio per mesi 6,
successivamente annullata dal giudice del lavoro per violazione
del principio di proporzionalità».
Il Gup Benedetto Ruperto ha fissato l’udienza preliminare al 15
dicembre prossimo.
Dell’avviso pubblico per la nomina dei componenti dell’Ufficio
Procedimenti Disciplinari si erano occupati anche gli ispettori del
Ministero delle Finanze, i quali avevano eccepito sulla legittimità
delle nomine, fatte «“fiduciariamente” e non in base a valutazioni
tecniche motivate dettagliatamente».

Di qui la conclusione che «il
conferimento degli incarichi in parola risulta illegittimo, i contratti
nulli ed i relativi pagamenti indebiti».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche