28 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 28 Ottobre 2020 alle 19:53:45

Cronaca

Ecco il piano Arcelor. Ventiquattro pagine per la “nuova Ilva

L’Ebitda adjusted ha registrato un progresso di circa il +62% rispetto al 2015


“I principali indicatori
economico-finanziari e produttivi
dell’Ilva nel 2016 sono stati in miglioramento”.

È quanto riferiscono fonti
aziendali Ilva. In particolare l’Ebitda
adjusted ha registrato un progresso di
circa il +62% rispetto al 2015; il fatturato
è stato di 2,2 miliardi di euro,
in crescita rispetto ai 2,1 miliardi del
2015. Nel 2016 sono state prodotte 5,8
milioni di tonnellate di acciaio, in aumento
del 23% rispetto a 4,7 del 2015.
“I dati che riportano valori differenti
non hanno quindi alcuna rispondenza
con gli effettivi numeri aziendali”
precisa riferiscono le fonti. Parole che
suonano come una risposta a quelle
del presidente della Regione Puglia,
Michele Emiliano, il quale ha dichiarato
che il siderurgico di Taranto sta
perdendo 100 milioni al mese.

Parole,
quelle di Emiliano, arrivate dopo l’ultimo
tavolo sull’Ilva, quello in cui si è
decisa la formazione di altri tre tavoli,
territoriali, per Taranto, Genova ed i
siti ‘minori’. Al termine del vertice
ha fatto sentire la propria voce anche
ArcelorMittal, che guida la joint venture con Marcegaglia Am InvestCo.
«Per ArcelorMittal — è scritto in una
nota — il dialogo con i soggetti coinvolti
in Ilva è parte integrante della
propria attività. Il nostro obiettivo è
quindi quello di essere un membro
attivo e benvenuto di ogni comunità e
di apportarvi un contributo di valore.
Non vediamo l’ora di proseguire un
dialogo produttivo con le istituzioni
che abbiamo incontrato oggi. Continueremo
ad ascoltare le loro istanze
e a lavorare assieme per risolverle».

«Questa vertenza — ha aggiunto
Teresa Bellanova, vice ministro dello
Sviluppo Economico — è la più impegnativa
degli ultimi decenni ed è una
vertenza che, quando andrà in porto,
porterà a questo Paese un importante
risultato che è quello di rendere ancora
più competitivo il nostro sistema
manifatturiero. Non esiste in Europa
in questo periodo un investimento
altrettanto impegnativo che supera i
5,3 miliardi».

Intanto, sul sito del Ministero per lo
Sviluppo Economico è stato pubblicato
il piano di ArcelorMittal per la
nuova Ilva, rivolto agli stakeholder
istituzionali. Ventiquattro pagine in
cui viene sottolineata la leadership
di Arcelor nel mercato mondiale
dell’acciaio e la complementarietà
degli stabilimenti Ilva nel complesso
di ArcelorMittal Europe. In quello
che viene defi nito “piano di miglioramento
dell’Ilva” si parla, tra l’altro di
integrare la stessa Ilva con “una dirigenza
locale pienamente responsabile
e legittimata” e si ribadisce “l’impegno
ad assumere 10.000 persone”, oltre
a “costruire un centro di ricerca e
sviluppo leader a Taranto”. Nel piano
commerciale la chiave è “sfruttare le
reti di mercato e la leadership di ArcelorMittal”.

Nelle 24 pagine trova spazio
il futuro riavvio dell’Altoforno 5, e
l’applicazione delle ultime tecnologie
low-carbon. L’impegno è quello di
“investire 2.4 miliardi di euro nell’arco
dei prossimi sette anni, compresi 1.25
miliardi di investimenti industriali”.
“Ilva Taranto – si legge nel piano – sarà
la prima acciaieria integrata in Europa
con copertura dell’area delle materie
prime e una delle poche al mondo” e
sarà “pienamente conforme alle norme
ed ai limiti dell’Unione Europea”.
“Svilupperemo progetti” scrivono
quelli di Arcelor “in sostegno a scuole
ed ospedali”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche