Cronaca

La “nuova grammatica” per i servizi logistici

Dal 2011 al 2016 è avvenuta una vera rivoluzione concettuale del trasporto via mare


Il Presidente dell’Autorità
di Sistema Portuale del Mare
Adriatico Settentrionale ultimamente
ha dichiarato: “Dobbiamo
favorire le aggregazioni regionali,
alternative non ne esistono. Il Napa
(l’associazione dei porti del nord
adriatico) potrà, se riusciamo a
farlo funzionare decentemente, rappresentare
un passaggio decisivo in
questa direzione. E sono convinto
che qualcosa del genere possa nascere
a Ovest: Marsiglia, Genova,
Valencia e Algesiraz per fare un
esempio concreto hanno interessi e
problemi comuni. Il Mediterraneo
sta diventando un asse sempre più
importante nella geografi a mondiale
del trasporto marittimo”.

Senza dubbio il Presidente dell’Autorità
Musolino, con queste affermazioni,
cerca di denunciare il
vizio italiano della falsa concorrenza
tra nodi logistici, ma, al tempo
stesso, ipotizza alleanze tra porti
del Mediterraneo in contrapposizione
con i porti del Nord Europa.
L’approccio ai nodi portuali impone
una grammatica nuova; “una
grammatica nuova” perché, in soli
cinque anni, dal 2011 al 2016, è
avvenuta una vera rivoluzione concettuale
nel mondo del trasporto
ed in particolare in quello del trasporto
via mare.

Alcuni fattori che
testimoniano da soli un simile fenomeno:
dalle navi porta container
da 4.000 – 6.000 container siamo
passati a navi da 18.000 container;
l’allargamento del Canale di Suez;
l’espansione del canale di Panama;
i collegamenti con la Cina via ferrovia
e via mare. Una distanza su
ferrovia di 11.170 Km con un piano
di infrastrutturazione stimato pari
a circa 100 miliardi di dollari e con
un confronto dei tempi tra percorso
via terra e percorso via mare
davvero interessante: via terra 12
giorni, via mare 48 giorni; il rafforzamento
concettuale della supply
chain, cioè della gestione unitaria
dei processi produttivi e di quelli
legati alla catena di distribuzione
delle merci; la coscienza della forte
incidenza, in alcuni casi, del costo
del trasporto sul valore delle merci
trasportate.

Questi pochi esempi sopracitati
precludono la possibilità di ragionare
con le logiche e con gli
approcci pianificatori utilizzatifi no
a pochi anni fa.
Sarà, dunque, bene cominciare a
ipotizzare una nuova dimensione
dello spazio, una nuova dimensione
delle aree e dei luoghi in
cui generare convenienze di tipo
logistico. Prende corpo, allora, un
nuovo mercato delle convenienze,
che azzera vecchi nominalismi
geografi ci e geo-economici: Mediterraneo,
Mare del Nord, ecc. e
di conseguenza prende corpo una
scelta strategica che, 13 anni fa,
quando fu concepita, mi riferisco
al Corridoio Rotterdam – Genova,
sembrava utopica e avveniristica; si
riteneva pura utopia costruire una
Società per Azioni (una Società di
Corridoio) capace di gestire questo
interessante impianto logistico
caratterizzato da due porti, da un
asse ferroviario che li collega e
che in tale collegamento attraversa
ambiti produttivi e interporti, che
attraversa aree chiave dell’economia
europea.

Questa descritta non è un’alleanza
all’interno di ambiti geografici
storici, ma è una tessera di quel
mosaico di fi nalità, di convenienze
che nessuno aveva immaginato prima.
Il bello della logistica è proprio
questa possibilità di rivoluzionare
ciò che si ritiene o si riteneva immutabile.
I manager, che oggi gestiscono i
sistemi portuali, sono convinti di
un simile nuovo teatro logistico e
sanno benissimo che limitarsi alla
gestione della movimentazione
all’interno del porto, signifi ca essere
fuori da questo nuovo mercato
delle convenienze e, quindi, obbligatoriamente
il salto da compiere
non può essere che quello di aggregare
le funzioni portuali e quelle
trasportistiche esterne al porto,
generando vere società integrate e,
soprattutto, superando i vecchi limiti
concettuali di tipo geografico.

L’esempio del Corridoio Genova – Rotterdam, non è l’unico rappresentativo, un altro caso, anche
questo attualmente molto utopico,
trova riscontro nella Società formata
dal porto di Taranto, dal porto di
Bari, dal porto di Bar e dall’asse
ferroviario Bar – Belgrado. Questo
l’inizio di un futuro che ci si
prospetta.
Non sarà facile abituarsi alla “nuova
grammatica”, una nuova grammatica
nella gestione della offerta
dei servizi logistici.

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