29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

Nove colpi per uccidere padre, sorella e cognato

Il carabiniere è in coma farmacologico al Policlinico di Bari


Avrebbe esploso 9 colpi con la sua pistola di ordinanza in faccia al padre, alla sorella e al
cognato.

L’appuntato dei carabinieri Raffaele
Pesare, 53 anni, in servizio
al Radiomobile della Compagnia
di Manduria, ha ucciso così suo
padre Damiano, la sorella Pasana
e il cognato Salvatore Bisci, prima
di tentare il suicidio esplodendo un
colpo sotto il mento che lo ha ferito
gravemente.
Li ha uccisi tutti mentre si trovavano
nella stessa stanza. Intanto nelle
prossime ore il pm che si occupa
del caso, la dott.ssa Maria Grazia
Anastasia, conferirà l’incarico al medico
legale, dott. Alberto Tortorella,
he eseguirà le autopsie, i corpi del
padre, della sorella e del cognato di
Pesare sono nell’obitorio dell’ospedale
Ss. Annunziata.

Il militare è
attualmente ricoverato al Policliico
di Bari.
E’ in comna farmacologico e le sue
condizioni sono stazionarie. Ruoterebbe
intorno ad un uliveto gestito
dai due cognati il movente che sabato
scorso ha provocato la strage di via
Giulio Cesare, a Sava.
Prima di tenare il suicidio il carabiniere
ha chiamato i suoi colleghi
della caserma di Manduria i quali
hanno subito fatto scattare l’allarme.
Quando sono arrivati i militari con
i sanitari del 118 tutto era stato già
compiuto. Il carabiniere è sposato e
ha due figli.
Anche la sorella del militare, una
delle vittime, ha un figlio di 11 anni
che al momento della strage si trovava
a scuola.
Il ragazzo è stato affidato ai parenti.
Ieri stesso il carabiniere ferito è stato
dichiarato in arresto per omicidio
plurimo.

E’ difeso dall’avvocato Lorenzo
Bullo. I parenti del cognato, invece,
hanno affidato l’incarico all’avvocato Franz Pesare.
Due corpi senza vita, vicino ad un
tavolo e il terzo, quello della donna,
davanti al divano. Il quarto corpo,
quello del carabiniere che ha sparato,
si trovava fuori, in un piccolo cortile,
ferito al volto e alla parte superiore
del collo. Sangue e bossoli sparsi per
terra.

E’ la scena che si è presentata
ai soccorritori entrati nella casa della
famiglia Bisci, in via Giulio Cesare .
I primi tentativi di soccorso sono
stati fatti da una vicina di casa, una
infermiera che lavora all’ospedale
di Manduria che ha atteso l’arrivo
dell’ambulanza e dei carabinieri
tamponando con un asciugamano la
ferita sul volto dell’omicida.
I sanitari del 118 hanno caricato il
ferito sull’ambulanza e lo hanno
trasportato al vicino ospedale di
Manduria.
Il carabiniere, che non ha mai ripreso
conoscenza, è stato intubato e trasferito
nel reparto rianimazione del
Policlinico di Bari.
La prognosi è riservata ma secondo
i medici non correrebbe pericolo di
vita. La pallottola è entrata dal collo
ed è uscita dalla parte sinistra del
naso fratturando le ossa, senza ledere
organi vitali.

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