20 Ottobre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 20 Ottobre 2020 alle 21:48:32

Cronaca

Mafia, scovato a Paolo VI latitante del clan Cianciaruso


TARANTO – Latitante del clan Cianciaruso scovato in un appartamento del quartiere Paolo VI. Salvatore Cianciaruso, quarantasette anni, è stato rintracciato e arrestato all’alba di oggi nell’abitazione di un familiare. I carabinieri lo stavano cercando dal 13 luglio scorso. Sul suo capo pendeva un provvedimento restrittivo per una pena definitiva di undici anni di reclusione, per mafia ed estorsione. Il blitz è scattato intorno alle 6 di stamattina in un palazzo del quartiere periferico. In azione dodici carabinieri in borghese dell’Aliquota operativa della Compagnia di Taranto, diretti dal tenente Pietro Laghezza. I militari dell’Arma sapevano che Cianciaruso si nascondeva in quello stabile ed allora hanno circondato l’edificio chiudendo ogni possibile via di fuga.

Il ricercato non ha risposto all’invito rivoltogli dai carabinieri di uscire dall’appartamento e allora gli investigatori del comando provinciale di viale Virgilio hanno minacciato di buttare giù la porta . In un secondo momento sono riusciti a fare irruzione nella casa dove si nascondeva Salvatore Cianciaruso ed hanno bloccato il latitante che a quanto pare non si aspettava la “visita” dei militari guidati dal tenente Laghezza. Il quarantasettenne già noto alle forze dell’ordine per la sua appartenenza al clan Cianciaruso è riuscito ad essere uccel di bosco per quasi due mesi ma è caduto nella trappola grazie ad una operazione preparata nei minimi dettagli. Salvatore Cianciaruso è finito in cella dopo che la Corte di Cassazione ha confermato la condanna a undici anni per reati pesanti come quello di associazione a delinquerere di stampo mafioso. Appartenente all’omonimo clan che negli anni Novanta ha visto protagonisti personaggi che erano ai vertici della mala tarantina. In quegli anni il capoluogo ionico è stato interessato dalla recrudescenza di fenomeni criminosi che hanno minato la tranquillità dei cittadini attraverso estorsioni ai danni di esercenti di attività commerciali. E Salvatore Cianciaruso secondo i giudici che lo hanno condannato in via definitiuva avrebbe fatto parte di quei gruppi che in quel periodo dettavano legge a Taranto. Il clan Cianciaruso era moto attivo, ad esempio, nel quartiere Poalo VI, il rione in cui risiede la maggior parte dei componenti dell’organizzazione che negli anni scorsi è stata sgominata dai carabineri. A luglio è arrivato il conto presentato dalla giustizia ma lui non si è fatto trovare. I militari dell’Arma lo hanno cercato a casa ma Cianciaruso era divenuto già uccel di bosco. Lo hanno cercato per settimane e quando hanno ipotizzato che il suo nascondiglio poteva essere l’appartamento di un parente hanno pianificato l’operazione per la cattura.

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