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23 Maggio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 22 Maggio 2022 alle 22:57:00

Cronaca

Sotto chiave beni mobili, immobili e soldi per una frode fiscale

La Finanza blocca tre milioni e 600mila euro


Maxi sequestro di
beni e venticinque indagati a piede
libero.

Sono i numeri di una
operazione che vede nel mirino
della Guardia di Finanza quattro
imprese tarantine che eperano nel
settorei del commercio di prodotti
tecnologici ma anche in quello
pubblicitario. I militari del Nucleo
di polizia tributaria di Taranto hanno
eseguito un decreto di sequestro
preventivo “per equivalente” di
beni mobili, immobili e disponibilità
finanziarie per un ammontare
di 3 milioni e 600 mila euro, nei
confronti delle ventuno persone
indagate, delle due società e di una
ditta individuale che hanno sede a
Taranto e provincia.
Il provvedimento è stato emesso
dal gip del Tribunale di Taranto,
dott. Pompeo Carriere.

L’attività
investigativa ha consentito di accertare
un sistema di frode, ordito
da una società tarantina che opera
nel settore della telefonia, la quale,
attraverso l’utilizzo di fatture fittizie,
quantificate in 3 milioni di euro
avrebbe gonfiato i costi sostenuti.
Secondo l’accusa il sistema ben
rodato le avrebbe consentito di portare
indebitamente in detrazione
l’Iva sui falsi acquisti, diminuendo
gli oneri fiscali a suo carico e mantenendo,
contemporaneamente, un
bilancio societario apparentemente
sano. Le indagini, condotte anche
con intercettazioni ambientali,
hanno consentito di accertare la
simulazione di furto della documentazione
contabile, la distruzione
di libri, registri, fatture ed
altre scritture con lo scopo di non
rendere possibile la ricostruzione
del patrimonio e del giro d’affari
dell’impresa;l’indicazione della
sede operativa societaria presso
indirizzi del tutto inesistenti;
l’emissione di fatture fittizie nei
confronti di imprese già cessate.

E’ risultato, inoltre , che le prestazioni
di servizi hanno riguardato
eventi di spettacolo mai realizzati
e attività di volantinaggio pubblicitario
con importi notevolmente
maggiorati rispetto al costo medio
di prestazioni similari. Sono contestati,
a vario titolo, la dichiarazione
fraudolenta mediante uso di fatture o altri documenti per operazioni
inesistenti, dichiarazione infedele,
emissione di fatture per operazioni
inesistenti simulazione di reato
e bancarotta documentale. L’ammontare
o del decreto di sequestro
preventivo è pari al totale delle
imposte evase in materia di I.V.A.
e II.DD..

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