06 Dicembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 06 Dicembre 2021 alle 07:14:52

Cronaca

Sul “caso Conserva” il Partito democratico preferisce il silenzio


TARANTO – Si dimette, sbattendo la porta in faccia al partito, l’assessore all’Ambiente della Provincia. Ma nessuno parla. Nessuno, dal Partito democratico, ha inteso commentare la scelta di Michele Conserva di lasciare, dopo sei anni, il suo incarico. Forse perché, l’ormai ex assessore provinciale, non ha mancato di bacchettare il partito, colpevole, a suo dire di procedere: “al gioco del quotidiano e periodico massacro. La logica del “tutti contro tutto e tutti” non mi appartiene. Voglio pensare ed agire con la giusta serenità piuttosto che gestire il potere nell’oblio del quotidiano cinismo”. Parole che piovono come macigni su un partito, il Pd ovviamente, alle prese con l’assenza di una guida.

Il segretario provinciale del Pd ha scelto di dimettersi, preferendo andare incontro ad una occupazione stabile (farà la spola tra Napoli, Roma e Bruxelles a supporto di un europarlamentare) piuttosto che dirigere un partito che, mai come in questo momento, sembra allo sbando. Francesco Parisi ha gettato la spugna. A chi toccherà individuare “l’uomo-guida” del Pd? Ecco, gli esponenti di spicco dei democratici tarantini sembrano più orientati a rispondere a questo interrogativo, piuttosto che prendere posizione sul “caso Conserva”. La patata bollente è piombata, un paio di settimane fa, nella sede regionale del Pd. Il segretario regionale Sergio Blasi, che avrebbe tutta l’intenzione di candidarsi alla presidenza della Regione per il dopo-Vendola, ha accolto con riluttanza le dimissioni di Parisi ben sapendo che si trattasse del preludio all’ennesima crisi tutta interna al Pd ionico. Secondo indiscrezioni Costanzo Carrieri, attuale vicepresidente della Provincia, avrebbe già avanzato la propria candidatura per il ruolo di segretario: Nessun coordinatore per traghettare il partito alle prossime elezioni Politiche. Il leader provinciale deve essere scelto dall’assemblea. Una idea che sarebbe stata accolta con favore, come ovvio, da Gianni Florido. Ma sulle modalità di selezione, del numero uno del Pd della provincia, si registra la stoppata del consigliere regionale Michele Mazzarano. “In questa fase bisogna evitare, a tutti i costi, di addentrarci in discussioni incomprensibili per i cittadini. Detto questo, a fronte delle dimissioni del segretario Parisi, credo che questa vicenda debba essere affrontata dal segretario regionale Sergio Blasi – dice il consigliere. Non deve essere considerata come una umiliazione per i gruppi dirigenti tarantini ma questo non è il tempo per fare congressi”. Intanto Sergio Blasi avrebbe convocato un incontro per lunedì pomeriggio a Taranto. Al centro del dibattito la questione Ilva. L’obiettivo sarebbe quello di cercare di trovare un punto di equilibrio tra le diverse posizioni all’interno del partito. Una impresa che si annuncia titanica.

Fabio Mancini

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