12 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 12 Maggio 2021 alle 07:11:00

Cronaca

La morte di Riina e i vecchi contatti fra Cosa Nostra e Taranto. L’ombra dei Corleonesi

Protagonisti: Totò ‘u curtu, Lucianeddu e ‘U tratturi. Gli intrecci mafiosi al SS. Annunziata


L’estate è quella
del 1969. Da giugno a settembre:
tre mesi. Tre mesi in cui Taranto
diventa il sorprendente soggiorno
di uno dei più feroci boss di Cosa
Nostra: Luciano Liggio.

Lucianeddu ha un curriculum agghiacciante:
è lui che la sera del 10
marzo del 1948 rapisce e uccide
Placido Rizzotto, il sindacalista dei
contadini di Corleone. Tre colpi di
pistola alla testa e il corpo gettato
in un burrone. Liggio non è sazio,
è giovane e ambizioso e sotto i
suoi colpi finisce per cadere anche
il medico Michele Navarra, fino
ad allora considerato il capo indiscusso
della mafia corleonese.

Tutti i particolari nell’edizione di oggi di Taranto Buonasera in distribuzione a partire dalle 16.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche