29 Gennaio 2022 - Ultimo aggiornamento il: 28 Gennaio 2022 alle 22:49:00

Cronaca

Emergenza rifiuti, Taranto pattumiera della Puglia

La denuncia di Aldo Pugliese (Uil): Situazione insostenibile


«E’ trascorso ormai
un anno dalla decisione della
Regione Puglia di centralizzare
la gestione dei rifiuti, eppure
all’orizzonte non si intravedono
ancora i cambi di marcia sperati.

La differenziata cresce a
rilento, le emergenze persistono
in tanti Comuni, compresi
alcuni capoluoghi di provincia,
spesso costretti a conferire i
rifiuti oltre i confini regionali,
e Taranto resta la pattumiera
regionale (e non solo), costretta
a reggere da sola o quasi
il peso dello smaltimento dei
rifiuti di gran parte dei territori
pugliesi. A ciò si aggiunga che
le discariche pubbliche restano
chiuse e gli impianti privati,
spesso vetusti, scoppiano, oltre
a costare un occhio della testa.
Sarebbe ora di capire quali sono
le reali strategie della massima
istituzione regionale, specie in
un territorio che sta vivendo
una crescita turistica esponenziale,
che decuplica, nel
periodo estivo, la produzione
di rifiuti».

E’ la denuncia di Aldo Pugliese,
segretario generale della Uil
di Puglia, che attacca. «Non
lo diciamo noi, ma il ministro
Galletti, che la Puglia ha a disposizione
oltre 146 milioni di
euro, compresi quelli del patto
per il Sud e dei fondi comunitari
2014-2020, da investire
subito in interventi ambientali,
compresi quelli sugli impianti,
sulla carta almeno tre. Ci chiediamo,
a questo punto, che fine
abbiano fatto o che intenzioni
abbia la Regione per mettere in
campo, e con quale criterio, le
risorse in oggetto. Certo è che
l’emergenza rifiuti, in Puglia, è
sotto gli occhi di tutti e non
si può perdere altro tempo
attuando interventi spot o
facendo esclusivo affidamento
sul privato, a tutto danno dei
cittadini, che ormai subiscono
costi insostenibili in cambio di
servizi mediamente pessimi, sia
dal punto di vista qualitativo
che quantitativo».

«Dotare il territorio regionale di
un sistema impiantistico all’avanguardia,
ad impatto zero,
tecnologicamente avanzato,
è fondamentale per realizzare
attorno ai rifiuti un ciclo industriale
che minimizzi gli sprechi
e i rischi per l’ambiente, abbandonando
finalmente la nefasta
consuetudine del ricorso alle
discariche, condannata anche
dall’Ue attraverso sanzioni e
richiami, e massimizzando di
contro il riutilizzo o lo sfruttamento
dei rifiuti adeguatamente
trattati, al fine di creare economie
sostenibili e vantaggiose
per i cittadini e l’economia
regionale in generale.

All’uopo
– continua Pugliese – riteniamo
improrogabile, per una corretta
e sana progettazione del sistema
smaltimento rifiuti, una
mappatura condivisa e certa
delle discariche in Puglia, sia
legali che illegali, da incrociare
con il reale fabbisogno di conferimento
della popolazione,
nonché un controllo costante
sul flusso di rifiuti così detti
“speciali” provenienti da altre
regioni italiane e un monitoraggio
serio che individui i possibili
nessi tra l’inquinamento da
discarica e alcune patologie che
invece vengono frettolosamente
attribuite all’inquinamento
industriale (alcuni tipi di tumori,
come quelli tiroidei)».

«Ci si arrenda all’evidenza –
conclude Pugliese – e si agisca
di conseguenza, con urgenza
e determinazione: siamo in
una condizione senza ritorno,
si sta giocando con il futuro
ambientale e con la salute di
tanti cittadini pugliesi senza
prendere provvedimenti, senza
controlli adeguati e senza
un’idea seria sul futuro del
ciclo dei rifiuti in Puglia. C’è
bisogno di un’accelerata prima
che sia troppo tardi, prima che
gli interventi della giustizia
diventino ancor più all’ordine
del giorno, prima che Bruxelles
sanzioni ancora una volta la
Puglia, prima che l’emergenza
diventi insostenibile».

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