03 Dicembre 2020 - Ultimo aggiornamento il: 02 Dicembre 2020 alle 19:14:04

Cronaca

Il Tar: Calcoli sbagliati. Il Comune rimborsi la tarsu ai tarantini


TARANTO – Un errore di calcolo da parte del Comune blocca la riscossione della Tarsu 2011, ed apre la strada a possibili rimborsi. E’ la conseguenza della sentenza emessa ieri dalla seconda sezione del Tar di Lecce. Il ricorso è quello presentato da Confcom-mercio, rappresentata dall’avvocato Michele Di Campo, per l’annullamento della delibera del Consiglio comunale di Taranto n. 33 del 27 aprile 2011, avente ad oggetto: “Tassa smaltimento rifiuti solidi urbani interni. Riconferma tariffa applicata nell’anno 2010 per l’anno 2011”, e della delibera 34, con oggetto: “Modifica del regolamento comunale per l’applicazione della tassa per lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani interni”. Il collegio presieduto da Luigi Costantini, consigliere Enrico d’Arpe, estensore Paolo Marotta, ha accolto parzialmente il ricorso, annullando i provvedimenti.

“Il Comune, in base a questa sentenza, non può riscuotere il tributo e dovrà rimborsare quanto già pagato” spiega l’avv. Di Campo. Nella sentenza, i giudici amministrativi scrivono che “meritevole di accoglimento è la censura relativa al dedotto difetto di motivazione, in ordine alla rideter-minazione per l’anno 2011 delle tariffe Tarsu nella medesima misura del precedente esercizio. L’organo consiliare, nel provvedimento impugnato, dà atto di aver iscritto a ruolo maggiori superfici per 350.000,00 euro nel 2011, per effetto della lotta all’evasione. L’allargamento della base imponibile, a parità di costi sostenuti per la gestione del servizio, comporta come effetto conse-quenziale una riduzione del prelievo tributario nei confronti degli altri contribuenti-utenti. In assenza di alcuna motivazione a riguardo, la mancata riduzione delle tariffe non può neppure essere giustificata, sostanzialmente, da un incremento dei costi di gestione, atteso, anzi, che, nella nota sopra richiamata, l’Amiu s.p.a. evidenzia che i costi di esercizio dei servizi di igiene urbana previsti per l’anno 2011 (quantificati in 21.947.434,95 euro al netto dell’Iva) “sono inferiori del 7,94% ai costi stimati per l’anno 2010, ammontanti a 23.839.131,86 euro al netto di IVA”. Il Tar rileva poi che “pur a fronte di un incremento dei casi di esenzione rispetto all’esercizio precedente (2010), cui debbono aggiungersi anche le ipotesi di riduzione del tributo, già previste dal regolamento comunale, il Comune ha ritenuto, senza alcuna motivazione, di confermare l’iscrizione in bilancio di una somma pari ad 300.000,00 euro. Con ordinanza di questo Tribunale n. 264/2012 è stato ordinato al Comune di Taranto di indicare le somme stimate in via preventiva per le agevolazioni tariffarie (riduzioni; esenzioni), con indicazione delle somme iscritte in bilancio per la copertura di dette agevolazioni con risorse diverse dai proventi della relativa tassa. Il Comune di Taranto ha ottemperato solo in parte alla suddetta ordinanza istruttoria, limitandosi a produrre una copia dell’estratto del bilancio 2011, attestante lo stanziamento, tra le previsioni di spesa del bilancio 2011, della somma di 300.000,00 euro, senza però fornire alcuna indicazione in merito alla istruttoria effettuata dal Comune per pervenire alla suddetta quantificazione. Non è possibile così comprendere le ragioni per le quali, pur a fronte di un incremento delle ipotesi di esenzione da pagamento del tributo, l’importo del relativo stanziamento iscritto in bilancio, ai sensi dell’art. 67, comma 3, del d.lgs. n. 507/1993, sia rimasto inalterato rispetto all’esercizio precedente”.

Giovanni Di Meo

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