Cronaca

Figli e figliastri nella gestione della cassa integrazione

Duro attacco di rsu ed esecutivo di fabbrica ai commissari

ArcelorMittal
ArcelorMittal

Gestione sbagliata della cassa integrazione, mancanza di sicurezza, lavori per l’Aia fermi al palo.
Accuse durissime quelle lanciate da Rsu ed esecutivo di fabbrica Fim-Fiom-Uilm-Usb nei confronti dell’attuale gestione dell’Ilva. Nel richiedere un incontro urgente, i sindacati parlano di cassa integrazione straordinaria che «sta diventando uno strumento utile ad Ilva per fare ‘cassa’ senza verificare le reali necessità impiantistiche e di manutenzione». Non solo. In un crescendo di accuse si dice che «restano così disattese ed ignorate le denunce delle scriventi circa la mancanza di manutenzione sugli impianti oramai al limite, condizioni che mettono a rischio sia la salute e la sicurezza dei lavoratori che l’ambiente circostante. Non da meno le modalità attuali della Cigs, applicate sugli enti dei servizi, influiscono negativamente sulle ormai ferme prescrizioni previste dall’Aia, l’autorizzazione integrata ambientale». Ancora, nel comunicato di stabilimento che porta in calce le sigle dei metalmeccanici ad Ilva si imputa che «non è garantita, a parità di funzioni e/o mansioni, una distribuzion equa della cassa integrazione, che va così a pesare sempre sugli stessi. Tale situazione di fatto ha dimostrato, e sta dimostrando, che le condizioni di salute e sicurezza dello stabilimento sono gravemente e nettamente aggravate. In subordine a tale condizione, non accettiamo il protrarsi di codesta gestione fallimentare e tanto meno un aumento dei numeri, che peggiorerebbero ulteriormente la tenuta dello stabilimento».
Per le Rsu dunque «non è più rinviabile pertanto un confronto, che sull’argomento avviene sempre a posteriori, per poter stabilire, così come comunicato dal direttore dello stabilimento, unitamente alle organizzazioni sindacali quali sono le reali necessità manutentive degli impianti e del conseguente utilizzo del personale».
Se si registra un riacutizzarsi delle tensioni sul fronte sindacale, in merito al caso Ilva resta in primo piano anche il nodo-Europa.
La Commisione Ue “analizzerà la transazione tra AncelorMittal e Ilva per stabilire se la concentrazione impedisce una concorrenza effettiva in ogni mercato in cui queste compagnie operano”.
E’ quanto dichiara la commissaria Ue alla Concorrenza Margarethe Vestager rispondendo a una lettera dell’eurodeputata del Movimento 5 Stelle Rosa D’Amato.
Nella lettera, l’europarlamentare tarantina chiedeva all’Ue novità sullo stato di avanzamento dell’indagine sugli aiuti di Stato concessi all’Ilva e di fare chiarezza sulle misure che intende attuare, da un lato, per evitare il superamento delle quote di mercato europeo da parte della cordata che ha acquistato lo stabilimento e, dall’altro, per garantire la realizzazione delle opere di ripristino e bonifica ambientale sulle aree dello stabilimento, sia quelle riguardanti la nuova cordata che quelle escluse dall’acquisto.
“La Commissione conferma che l’acquisizione da parte di AncelorMittal sarà oggetto di una indagine, visto che con l’Ilva arriverà a possedere un terzo del mercato europeo – dice D’Amato – Vedremo come andranno le indagini. Bruxelles, in risposta alla nostra lettera, ribadisce l’impegno a garantire il rispetto delle norme Ue in materia ambientale, dentro e fuori l’area oggetto dell’acquisto, dunque l’attuazione delle opere di ripristino e bonifica”.
“Certo, tali impegni non ci bastano – conclude D’Amato – L’operazione AncelorMittal non risolverà i problemi di Taranto. L’unica soluzione è la chiusura dello stabilimento, la riqualificazione professionale e il ricollocamento dei lavoratori dell’impianto e la riconversione produttiva del territorio. Gli operai Ilva, opportunamente riqualificati, potrebbero lavorare proprio nelle opere di bonifica. E in questo quadro di rilancio delle variegate potenzialità del territorio si aprirebbero nuove opportunità per l’occupazione e per uno sviluppo sostenibile della realtà tarantina.
E’ su questo piano che lavoriamo da anni e continueremo a farlo. L’Ue potrebbe essere d’aiuto, se solo aprisse gli occhi invece di stare a guardare gli strampalati e inutili tentativi di salvataggio dell’Ilva” spiega l’eurodeputata tarantina in una nota.

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