27 Novembre 2021 - Ultimo aggiornamento il: 26 Novembre 2021 alle 22:54:00

Cronaca

Ilva a rischio. L’accusa: enti locali irresponsabili

La nota di martedì del Ministro Calenda


«Mentre Governo, parti
sociali e molti enti locali coinvolti
stanno costruttivamente lavorando
per assicurare all’Ilva, ai lavoratori e
a Taranto investimenti industriali per
1,2 mld, ambientali per 2,3 miliardi
e la tutela di circa 20.000 posti di
lavoro tra diretti e indiretti,il comune
di Taranto e la Regione Puglia
decidono di impugnare il DPCM
ambientale mettendo a rischio l’intera
operazione di cessione e gli interventi
a favore dell’ambiente».

Così l’altra sera
Calenda in una nota. «Nonostante la
presentazione dettagliata di piano
ambientale e industriale fatta al tavolo
istituzionale del Ministero, peraltro
disertato all’ultimo minuto dal Sindaco
di Taranto, l’impegno preso a
convocare un tavolo dedicato a Taranto
e l’anticipo dei lavori di copertura
dei parchi confermato oggi dai
commissari, continua la sistematica e
irresponsabile opera di ostruzionismo
delle istituzioni locali pugliesi. Si
tratta credo del primo caso al mondo
in cui un investimento di riqualificazione
industriale di queste dimensioni
viene osteggiato dai rappresentati del
territorio che più ne beneficerà. Spero
vivamente che Regione e Comune
abbiano ben ponderato le possibili
conseguenze delle loro iniziative e le
responsabilità connesse».

«E’ davvero singolare fare ricorso
contro un decreto che, prescrivendo
la copertura integrale dei parchi
minerali e innovazioni tecnologiche
di avanguardia, risolve alla radice i
problemi ambientali dello stabilimento
di Taranto”. Così il ministro per la
Coesione territoriale e il Mezzogiorno
Claudio De Vincenti commenta l’annuncio
della Regione Puglia di aver
impugnato il decreto della Presidenza
del Consiglio del 29 settembre scorso
che ha modificato il Piano Ambientale
Ilva. “Una scelta – conclude- contro
i cittadini e i lavoratori».

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