24 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 24 Giugno 2021 alle 14:31:49

Cronaca

Il Ministro Calenda: «Se il ricorso sarà accolto spegneremo l’Ilva»

Il responsabile dello Sviluppo sospende il negoziato con ArcelorMittal: ora il Tar


«Se il Tar di Lecce
accoglie l’impugnativa, l’amministrazione
straordinaria dovrà
procedere allo spegnimento dell’Ilva»
e per questo «ho deciso che
congeleremo il negoziato sull’Ilva
aspettando la decisione del Tar
di Lecce sull’impugnativa del
governatore della regione Puglia,
Emiliano, e del Comune di Taranto.
Sono inutili i tavoli finché non è
chiara la situazione».

Davanti alla
platea della Cgil, in un incontro
sul complesso nodo acciaio, va in
scena l’ennesimo colpo di teatro
della vicenda che ruota attorno al
futuro dell’Ilva. Le parole di Carlo
Calenda, ministro dello Sviluppo
Economico, spezzano la mattinata
e segnando, forse, una linea di non
ritorno nella questione esplosa nel
2012 ed oggi lontanissima dall’essere
risolta.
Poco prima di Calenda, a far sentire
la sua voce era stato un altro
esponente del governo, il ministro
dell’Ambiente Gian Luca Galletti:
«Io sono davvero stupito dalla posizione
della Regione.

Non capisco
come si possa tentare di mettere
in discussione una cessione che
ha un Piano industriale forte, con
un’azienda seria dall’altra parte e
un Piano di ambientalizzazione
che è il migliore che abbiamo mai
visto. Poi chi fa queste cose se ne
assume la responsabilità. Io ho
davvero la coscienza a posto. Noi
– osserva – abbiamo presentato un
Piano ambientale che supporta un
Piano industriale dove si spendono
oltre due miliardi per l’ambientalizzazione;
ci sono novità anche
rispetto alla precedente Aia: non
c’è la copertura del solo parco minerario
principale ma anche quella
di alcuni parchi minori.

Oltretutto c’è una clausola di salvaguardia
fortissima – conclude – cioè fino
alla fine dell’ambientalizzazione la
produzione avrà un tetto a 6 milioni
di tonnellate l’anno». Lo scontro
frontale sull’Autorizzazione Integrata
Ambientale all’Ilva targata
Mittal, che contrappone Roma a
Bari e Taranto, è insomma giunto
allo showdown definitivo. L’unica
cosa certa è che, una volta che il Tar
avrà deciso, in un senso o nell’altro
le cose non saranno più le stesse.

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