15 Gennaio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 15 Gennaio 2021 alle 15:22:45

Cronaca

Shopping con soldi falsi, scattano cinque arresti

Durante le indagini sequestrati 4 chili e mezzo di droga


Facevano shopping
con i soldi falsi.

Il presunto capo, il
53enne tarantino Francesco Vapore,
aspettava in macchina mentre gli
altri tre, tra i quali il 31enne Nicola
Angelini, soprannominato Mandrake
per la sua scaltrezza, piazzavano le
banconote fasulle. Il blitz della Squadra
Mobile, diretta dal dott. Carlo
Pagano, è scattato all’alba di oggi.
Vapore è finito in carcere e Angelini
ai “domiciliari.

Arresti in casa anche
per la 47enne Giuliana Guarini e per
la 46enne Maria Alagni. Presi anche
i fornitori. Sono due napoletani: il
43enne Pietro Caccavo che è finito
ai “domiciliari” e la 43enne Rosaria
Ferrigno, che ha l’obbligo di presentazione
alla polizia giudiziaria. Gli
ultimi due incassavano da 600 a 1300
euro. Le indagini al via dopo una perquisizione
eseguita di poliziotti della
Squadra Mobile nell’agosto del 2016
nell’abitazione di due degli indagati
(marito e moglie), durante la quale
è stata rinvenuta, sul lastrico solare,
all’interno di un tubo di sfiato, una
busta contenente la somma di 8.850
euro, suddivisa in 128 banconote false,
da 100 e 50 euro.

La circostanza
che le banconote fossero avvolte in
un dépliant pubblicitario di punti
vendita di Napoli, insieme al fatto
che già nel marzo del 2014 il figlio
della coppia (peraltro indagato per
altri fatti nello stesso procedimento)
fosse stato arrestato per soldi falsi e
per droga hanno reso necessari ulteriori
approfondimenti investigativi,
con l’avvio di una mirata attività
di intercettazione. Gli investigatori
hanno scoperto che già da agosto,
la coppia di indagati, accompagnata
da altre due persone ha raggiunto
alcune località della Calabria e
successivamente Napoli.

I quattro
hanno fatto acquisti con banconote
false da 100 euro in alcuni esercizi
commerciali per poi raggiungere
Napoli per comprare altro denato
fasullo. Con lo stesso modus operandi
il gruppo, del quale avrebbero fatto parte anche “collaboratori” ora
indagati a piede libero, provvedeva
all’acquisto di beni di scarso valore
in negozi di 21 città della Calabria e
delle province di Lecce, Brindisi e
Bari. Truffati i titolari di negozi di
ferramenta, farmacie, enoteche, salumifici,
rosticcerie, rivendite di generi
alimentari e frutta, panifici, paninoteche,
profumerie.

I negozi venivano
accuratamente scelti nel corso delle
trasferte. Il gruppo prediligeva quelli
privi di dispositivi di controllo delle
banconote e di impianti di videosorveglianza.
I colpi andavano in
porto grazie all’abilità maturata negli
anni dagli indagati, che con astuzia
riuscivano a vincere le perplessità
dei rivenditori più cauti, persuadendoli
del fatto, che le banconote erano
rigide perché nuove. Riuscivano a
portare a termine mediamente nove
truffe nel giro di poche ore. Gli
indagati commentavano gli esiti di
precedenti truffe, così come provvedevano
all’immediata distruzione
degli scontrini, dividendo non solo
i proventi dei raggiri ma anche i
prodotti acquistati. I collaboratori
venivano remunerati con 20 euro
per ciascuna banconota da 100 “falsa”
spesa. Durante le indagini sotto
sequestro anche 4 chili e mezzo di
hashish.

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