11 Maggio 2021 - Ultimo aggiornamento il: 11 Maggio 2021 alle 15:46:20

Cronaca

Melucci contro Calenda, lettera a Mattarella

L’iniziativa dopo la “guerra a colpi di tweet” col ministro


«Stigmatizzare la reiterata mancanza di rispetto nei
confronti delle Istituzioni locali
e dei cittadini, da parte di alcuni
membri del Governo in carica».

E’ uno dei passaggi-chiave della
lettera che il sindaco di Taranto,
Rinaldo Melucci, ha inviato al
presidente della Repubblica, Sergio
Mattarella, per richiamare l’attenzione
sullo scontro, legato alla questione
Ilva, che vede contrapposti
Comune (e Regione) al ministro
per lo Sviluppo economico, Carlo
Calenda.

«Illustrissimo Presidente di tutti
gli italiani – esordisce Melucci – i
tarantini, lei lo sa, hanno pagato un
prezzo altissimo per interi decenni
al servizio del sistema Paese e
della Repubblica. Le scrivo carico
di rammarico ed imbarazzo, interpretando
esattamente il sentire
della comunità che mi onoro di
rappresentare, per stigmatizzare la
reiterata mancanza di rispetto, nei
confronti delle Istituzioni locali
e dei cittadini, da parte di alcuni
membri del Governo in carica, che
intorno alla vicenda Ilva inaspriscono
di continuo i toni in questi
giorni, in spregio ad ogni principio
di seria e leale collaborazione col
Civico Ente, in un clima sociale
già molto delicato, nel quale soprattutto
il Mise arriva a screditare
pubblicamente finanche il ruolo
che la magistratura ha nel nostro
ordinamento.

Le giunga con queste
poche righe l’appello di un’intera
comunità, maltrattata, vilipesa,
sofferente, che nello scorso mese di
settembre ha ricevuto la Sua carezza,
ma che oggi sente lo Stato come
un nemico pronto a ogni sopruso.
Da sindaco – conclude Melucci –
sono certo che potrò raccontare
ai miei concittadini della Sua rinnovata
attenzione, dell’autorevole
garanzia che vorrà porre a difesa di
diritti costituzionali ed inalienabili di questi duecentomila tarantini,
duecentomila italiani».

Nei giorni scorsi la “battaglia” si è
trasferita sul web, a colpi di tweet
tra il ministro per lo Sviluppo Economico,
Carlo Calenda, ed il sindaco
di Taranto, Rinaldo Melucci.
Che ha ricordato le origini spartane
della città, “il loro problema è che
non sanno chi eravamo, sangue di
Sparta e lo stanno risvegliando”;
parole a cui Calenda ha replicato
con un “Leonida queste non sono
le Termopili e io non sono Serse.
Ci sono in ballo posti di lavoro e
investimenti per l’ambiente. Vi prego
di non mettere a rischio l’Ilva”.
Non è finita. “Il sindaco non si
chiama Leonida, inizia a rispettare
Taranto”, dice Melucci; “Rinaldo
non ti offendere, non eri sangue di
Sparta?”.
Ancora Melucci: “non tirare la
corda, basta giocare sui social
network al sobillatore, qui non è
proprio ‘aria’, la tensione sociale
è altissima. Convoca il tavolo”.

Intanto, mentre il Cocer della Marina
Militare chiede di “trasferire
gli Uffici della sede Porto situati
all’interno dall’area dichiarata di
Interesse Nazionale dal punto di vista
dell’inquinamento ambientale”,
il consigliere regionale Borraccino
sottolinea che “il deprezzamento
delle abitazioni dei Tamburi di
Taranto, quartiere a ridosso dell’
Ilva, è l’oggetto di una mozione di
Sinistra Italiana.
Chiediamo al Consiglio regionale
della Puglia di farsi portavoce presso
il Governo nazionale,affinché
vengano assunte utili iniziative
finalizzate a risarcire i proprietari
di questi immobili. Danni alla
struttura edilizia che fanno calare
l’interesse commerciale per questi
immobili”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche