Cronaca

Tornado, una ferita ancora aperta dopo cinque anni

Il Comune annuncia: c’è finalmente l’ok per le ultime pratiche risarcitorie


«Il 28 novembre del 2012 un tornado travolse la cittadina di Statte. Da quel momento in poi i cittadini colpiti dal grave evento atmosferico hanno dovuto rincorrere carte bollate e cavilli amministrativi ».

Parla di “carte bollate e cavilli amministrativi” la nota del Comune di Statte arrivata ieri, venerdì, nelle redazioni. Ma sulla ricostruzione, e sui rimborsi ai cittadini a seguito di quell’evento senza precedenti nel Tarantino, da anni si susseguono le polemiche, che non hanno risparmiato le amministrazioni comunali rette da Angelo Miccoli (oggi assessore ai Lavori pubblici) prima e da Franco Andrioli dopo. Il 31 ottobre del 2016 erano i consiglieri comunali Luciano De Gregorio ed Emanuele Cristofaro a portare il caso-rimborsi in consiglio comunale, con un’apposita interrogazione.

«Per i ritardi che ancora ci sono c’è una responsabilità amministrativa della giunta precedente e di quella in carica» dichiara a Taranto Buonasera lo stesso De Gregorio. «Non ci si è attenuti a quanto richiesto dalla Regione. I fondi ci sono sempre stati, ma ci siamo trovati di fronte ad amministrazioni disattente».

Le carte della Regione
Il 13 ottobre 2016 il Dirigente di Sezione della Regione, l’ing. Lucia Di Lauro, scrive al Comune di Statte. «Il Comune di Statte ha trasmesso, è ritenuto per mera presa visione, n.149 pratiche ammissibili al contributo secondo quanto verificato dall’Ufficio comunale all’uopo costituito. Dall’elenco riepilogativo altresì trasmesso, so evince che l’importo complessivo dei contributo da erogarsi ammonterebbe a 878.388,57 euro, eccedente rispetto al fondo complessivamente disponibile pari a 735.812,36 e riferito ai seguenti provvedimenti: 235.812,36 di cui alla d.g.r. 1851/2015 e 500.000 di cui alla d.g.r. 331/2013 (fondi regionali) e successiva rimodulazione operata su richiesta del Comune di Statte.

Per quanto sopra si invita il Comune di Statte a rideterminare gli importi dei controbuiti spettanti ai singoli cittadini le cui pratiche sono risultate ammissibili (…) si invita inoltre ad approvare con appositi atti l’attività istruttoria compiuta prestando attenzione a ripartire le pratiche ammesse agli stanziamenti allo scopo di consentire a questa Sezione il prosieguo della propria attività». Nove giorni dopo, arriva in municipio un’altra lettera dell’ing. Di Lauro, con la quale si prende atto che il Comune «ha provveduto a ritirare tutta la documentazione precedentemente trasmessa».

In questa occasione la Regione ribadisce che «le pratiche da ammettere a contributo non devono prevedere le seguenti opere: recinzioni dei lotti di pertinenza degli immobili realizzate in muratora, strutture metalliche, a struttura mista, con muri a secco e simili; cancellate, ringhiere, muri di parapetto».

Tempi ingiustificabili
«Non nascondo il fatto che trovo ingiustificabili i tempi di risposta nei confronti di chi in molti casi ha dovuto far fronte al disagio di un tetto divelto o di una recinzione della propria casa completamente distrutta con le proprie economie» dice oggi il sindaco Andrioli «ma oggi per fortuna siamo alle battute finali e speriamo di poter archiviare quella pagina triste della storia moderna della nostra comunità al più presto».

Quelle 87 pratiche
Il primo cittadino di Statte si riferisce al verbale di chiusura dell’indagine suppletiva chiesta dalla Regione Puglia su 87 pratiche risarcitorie. Su 67 pratiche si era già raggiunto l’ok, ma sulle restanti richieste si era resa necessaria un ulteriore implementazione di documentazione. «Il verbale definitivo sarà chiuso in questi giorni – annuncia il sindaco – e subito dopo si farà pressione sulla Regione affinché ponga in primo piano il fascicolo Tornado». «Perchè non si è provveduto ad aprire un contenzioso con la Regione?» ribadisce Luciano De Gregorio che stigmatizza anche, come già fatto in consiglio comunale, «la mancata pubblicazione della graduatoria dei potenziali aventi diritto e degli esclusi. Dopo il tornado avevo chiesto l’esenzione dal pagamento delle tasse comunali per i cittadini danneggiati; il mancato accoglimento della richiesta fu alla base del mio allontanamento dall’amministrazione Miccoli. Chiesi anche un consiglio provinciale monotematico».

Il “no” da Bari
Ad intervenire sulla questione sono stati, lo scorso mese di luglio, i consiglieri comunali Fabio Spada e Franco Chirico. «L’attuale sindaco Franco Andrioli, all’epoca dei fatti, ricopriva l’incarico di assessore ai Lavori pubblici nella giunta Miccoli, e dunque siamo in presenza di assoluta continuità amministrativa, così come continuità si registra, in termini politici, a livello di governo regionale. Ciò detto, solo il 27 settembre 2015 (con delibera di giunta numero 83) venne redatto un regolamento che stabiliva i criteri necessari per richiedere il risarcimento del danno. Tale regolamento ignorava quanto previsto dalla nota che nel dettaglio escludeva la possibilità di rimborso per le seguenti opere: Recinzioni dei lotti di pertinenza degli immobili; Cancellate, ringhiere e muri di parapetto. Nonostante tali perizia giurata (con costi in capo ai cittadini) comprendendo anche le suddette opere esplicitamente escluse da ogni forma di possibile risarcimento del danno. E in campagna elettorale si ribadiva la richiesta di formulare le perizie comprendendo anche quei manufatti, con un evidente scopo propagandistico. Abbiamo più volte messo in guardia l’amministrazione sollecitando la puntuale osservanza delle direttive regionali. Ciò al fine di evitare ciò che poi puntualmente si è verificato».

La Commissione
Intanto mercoledì prossimo alle 15.30 tornerà a riunirsi la Commissione lavori pubblici presieduta dal consigliere Paride Nasole. Nei lavori di Commissione si decideranno gli ultimi interventi di ripristino di aree pubbliche. In elenco, dicono dal Comune, anche 22.000 metri quadri di strade tra i quartieri centrali e la zona residenziale di Statte.

Un grado di differenza
Anche se il Mediterraneo non è comunemente zona di tornado violenti, quelli che si verificheranno avranno una intensità sempre maggiore a causa dell’aumento della temperatura del mare. È la conclusione alla quale sono giunti i ricercatori del Consiglio nazionale delle ricerche degli Istituti di scienze dell’atmosfera e del clima (Isac-Cnr) e sull’inquinamento atmosferico (Iia-Cnr) con un lavoro pubblicato sulla rivista Scientific Reports. «Per studiare il fenomeno dei tornado in Italia siamo partiti dall’evento che colpì Taranto nel novembre del 2012», spiega Mario Marcello Miglietta, ricercatore Isac-Cnr e primo autore dell’articolo. «Abbiamo applicato un modello meteorologico ad alta risoluzione che è stato in grado di riprodurre correttamente il percorso della cella temporalesca dotata di moto vorticoso (supercella) da cui si è formato il fenomeno, la tempistica, e la variazione della sua intensità».

«La temperatura del mare è un parametro importante per lo sviluppo di eventi molto localizzati», aggiunge Antonello Pasini, ricercatore Iia-Cnr e coautore dell’articolo, «in quanto un mare più caldo fornisce più energia al tornado, che si manifesta poi in una sua maggiore intensità e violenza. Sappiamo che all’epoca dell’evento, la temperatura della superficie del Mar Ionio era di circa 1°C superiore alla media climatologica del periodo. Sempre attraverso il modello meteorologico, abbiamo analizzato allora cosa sarebbe successo se la temperatura del mare fosse stata differente, modificandola nelle simulazioni numeriche di +/- 1°C rispetto a quella osservata». «Ebbene – ribadisce Miglietta – le simulazioni hanno evidenziato che con 1°C in meno (ovvero con la temperatura della superficie del mar Jonio pari alla media climatica di fine novembre) la supercella non si sarebbe formata, quindi il tornado non si sarebbe sviluppato. Al contrario, aumentando la temperatura di 1° C (il valore previsto da molti modelli climatici per la fine del XXI secolo), il tornado sarebbe stato molto più intenso».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

Ti potrebbero interessare anche