14 Giugno 2021 - Ultimo aggiornamento il: 13 Giugno 2021 alle 23:07:08

Cronaca

Avv. Filippo Condemi: «I ministri escludono Comune e Regione»

«Ben vengano le difese intransigenti del presidente Emiliano e del sindaco. Anzi, sarebbe opportuno che i nostri Organi di Governo reagissero ancor più duramente» ​


I ministri dell’economia e dell’ambiente continuano
ad escludere il Presidente della Regione e il sindaco
dal tavolo delle trattative finalizzate alla definizione
delle problematiche ambientali ed occupazionali
dell’Ilva.

Trattandosi di rilevanti problematiche locali,
Presidente della Regione e Sindaco dovrebbero esserne
i principali protagonisti affinché l’Ilva possa integrarsi
nel tessuto sociale quale fonte di occupazione e non
di pericolosità sociale. Assistiamo, invece, ad un
atteggiamento di supponenza da parte dei preposti
ministri, che preferiscono incorrere nelle giustissime
reazioni giudiziarie del Presidente e del Sindaco, pur
di non consentire loro di partecipare all’elaborazione
delle clausole contrattuali. Forse i ministri, ritengono
di interloquire ancora con il vecchio sistema politico
regionale e locale che ad ogni sospiro dell’Ilva batteva
militarmente i tacchi con la mano sulla fronte in segno
di ubbidienza, pur consapevoli che la loro disponibilità
avrebbe causato numerosissime patologie mortali.

Tra
le due parti, dunque, chi prevarica l’altra non sono il
Presidente e il Sindaco, ma i ministri.
Pertanto, poiché non appare alcuna valida ragione per
continuare ad alimentare tale contrasto, dobbiamo
dedurre che le motivazioni possano ravvedersi nel fatto
che gli aspetti economicamente più vantaggiosi per gli
acquirenti superino l’equità e assumano preponderanza
rispetto a quelli dannosi per la città, il tutto nel distratto
silenzio del governo.
Presenti tali incertezze, allora ben vengano le difese
intransigenti del Presidente Emiliano e del Sindaco.
Anzi, sarebbe opportuno che i nostri Organi di
Governo, reagissero ancor più duramente.

Ad esempio,
nelle giornate di vento proveniente da Nord, oltre
all’ordinanza di chiusura delle scuole, il Sindaco,
dovrà emettere anche specifica Ordinanza di divieto di
movimentazione dei parchi minerali, affinché i cittadini
dei Tamburi (e non solo) non debbano vivere blindati
nelle loro case, solo perché l’Ilva non ha mai voluto
spendere quanto necessario per eseguire la copertura dei
parchi e adeguare gli impianti. Né, a tanto, è disponibile
parte acquirente, che vuole sia il Governo ad addossarsi
il costo a titolo di anticipazione, della cui restituzione,
però, dubitiamo fortemente.
Tali fatti e atteggiamenti, inoltre, ci inducono a chiederci
perché occorre vendere proprio a questo gruppo, visto
che vi sono altre imprese interessate, e, ancor di più,
per quale motivo alienare e non invece guidare l’Ilva al
riequilibrio economico, considerato che la vera finalità
della legge sull’Amministrazione Straordinaria è quella
di recuperare la capacità produttiva dell’azienda, e non
di avvalersi di tale rimedio legislativo quale strumento
di immunità debitoria per non pagare i creditori che
non rientrano nella scelta dei commissari, praticamente
discrezionale.

I fatti, purtroppo, portano fondatamente a pensare che,
rispetto al passato, nulla sia mutato se non gli attori della
scena, la cui trama però, discostandosi fortemente da
quel che viene illusoriamente fatto apparire con parole,
è sempre la stessa: offesa della dignità degli abitanti
dei Tamburi, umiliazione dei loro diritti fondamentali,
esclusione di chi reagisce, come si sta tentando col
Presidente e il Sindaco.

Questa volta, però, il Presidente della Regione è
schierato con i più deboli ed essi sono con lui, e, se
presente alla redazione delle clausole contrattuali,
certamente imporrà: 1) il rispetto dell’occupazione;
2) della vivibilità ambientale; 3) e, soprattutto,
l’indefettibile principio che la giustizia reale esiste
ancora anche per i più deboli.
Diritto primario della Costituzione, ma nei confronti
dell’Ilva sempre compresso dalla politica nazionale
e regionale, responsabili in via principale del disastro
ambientale in atto, rispetto a quella subordinata dei Riva
che, da imprenditori, hanno usufruito degli ampi varchi
d’illegittimità loro concessi.

Avv. Filippo Condemi

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